Alta tensione nel centrodestra a Palazzo di Città, nasce il gruppo dei Popolari Pugliesi

Si collocano al centro. Si definiscono moderati. Alcuni di loro hanno un passato (seppur breve) nella Lega di Matteo Salvini. La loro missione, però, è quella di compensare un eccessivo smottamento dell’Amministrazione comunale verso destra. I Popolari Pugliesi sbarcheranno in Consiglio comunale lunedì, nel corso della “caldissima” seduta che si occuperà della sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio comunale, Leonardo Iaccarino.

Danilo Maffei, Massimiliano Di Fonso, Antonio Capotosto ed il capogruppo Pasquale Rignanese esordiscono rappresentando il movimento politico guidato dall’assessore regionale Giovanni Francesco Stea, introducendo un nuovo elemento fibrillazione nella maggioranza, essendo un caso di scuola di politica dei due forni: a Bari con Michele Emiliano guardando al progetto dell’ex premier Giuseppe Conte, a Foggia con Franco Landella, sindaco leghista ed esponente del centrodestra. Un elemento che non è sfuggito ai vertici della coalizione, che proprio stamani presso la sede di Fratelli d’Italia ha svolto una prima riflessione su una novità destinata a mettere ancor più sotto pressione una maggioranza già affaticata dai precari equilibri consiliari delle sue rappresentanze politiche e, ovviamente, dal “caso Iaccarino”.

Sono infatti in molti ad avvertire l’esigenza di un chiarimento da sollecitare direttamente al sindaco Franco Landella, che i partiti paiono decisi ad incontrare formalmente nelle prossime ore, innanzitutto per avere assicurazioni circa il fatto che la nascita del nuovo gruppo non stravolga gli accordi di Giunta siglati con fatica alla definizione della verifica aperta dopo il passaggio del primo cittadino alle Lega. E, naturalmente, per conoscere la sua posizione circa un’evidente ambiguità di posizionamento politico. Lo stesso consigliere comunale e regionale Sergio Clemente, eletto nella lista dell’assessore Stea, sarebbe pronto a prendere pubblicamente le distanze dal nuovo gruppo, proprio perché costruito a Palazzo di Città a sostegno di un sindaco del Carroccio.

Decisamente una brutta gatta da pelare per il capo dell’Amministrazione, che per un verso non potrà benedire ufficialmente l’operazione e per l’altro difficilmente sarà in grado di ignorare il “peso” di una componente di ben quattro consiglieri comunali che comunque gli confermano fiducia, essendo stati eletti tutti nelle liste del centrodestra.

 

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