De Leonardis: “Pretestuose e inaccettabili le polemiche sulle esercitazioni all’ aeroporto Amendola”

“L’ esercitazione ‘Falcon Strike 21’ dovrebbe essere un motivo di orgoglio per la provincia di Foggia e per la Puglia, non essere occasione di polemiche pretestuose e fuori dal tempo. La scelta dell’aeroporto di Amendola, sede del 32esimo stormo dell’aeronautica militare, conferma la sua strategicità a livello internazionale per l’area mediterranea, quella che negli ultimi anni desta le maggiori preoccupazioni. E l’esercitazione non è l’anticamera di nessuna guerra, ma rientra in una normale programmazione e attività di addestramento di personale altamente specializzato, che ha garantito l’arrivo di centinaia di militari tra piloti, personale di supporto tecnico e fucilieri dell’ aria a garantire la sicurezza dell’ aeroporto, che hanno dormito negli alberghi di Foggia, San Giovanni Rotondo e Manfredonia, hanno mangiato nei ristoranti locali, conosciuto nuove realtà e garantito un considerevole indotto, di cui il territorio ha un disperato bisogno. Persone che magari torneranno per le loro vacanze, dopo aver conosciuto e apprezzato le nostre località e la nostra capacità ricettiva e di accoglienza.
Contestare tutto questo vuol dire avere una visione distorta della realtà, prigioniera di ideologie sconfitte dalla storia, di chi vede la Nato come un nemico, e una divisa non come una garanzia di lealtà e coraggio in difesa dei cittadini e delle comunità, ma come un simbolo da demolire. Tra l’altro, l’esercitazione si sarebbe svolta comunque in un’altra base, e  gli F35 di stanza ad Amendola sarebbero stati ugualmente coinvolti, così come sarebbero stati interessati i medesimi spazi aerei e navali: l’unico effetto prodotto sarebbe stato l’ennesimo boomerang per il nostro territorio, la perdita dell’ennesima opportunità.
 Spero quindi che si scenda in piazza per manifestare per ben altro, ringraziando le forze armate per il prezioso lavoro svolto per tutti noi, e per garantire la stabilità nelle aree attraversate da conflitti che non si risolvono con slogan nostalgici”.

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