Il Presidente dell’Antimafia nel foggiano: “Qui per testimoniare la vicinanza dello Stato”

“Siamo stati a far visita sia alla commissione prefettizia che sta amministrando il comune di Foggia, sia all’amministrazione comunale di San Severo e sia al prefetto di Foggia perché in questi territori c’è necessità di far avvertire una presenza dello Stato forte”.  Lo ha detto il senatore Nicola Morra presidente della Commissione Parlamentare Antimafia che, con gli onorevoli Antonio Tasso e Rosa Menga sono stati in provincia di Foggia, un territorio che dall’inizio dell’anno ha fatto registrare nove attentati, tra Foggia, San Severo e Vieste. “Ieri – ha aggiunto Morra – in Senato il Ministro  Lamorgese ha annunciato che progressivamente le forze di polizia a disposizione per questa provincia verranno incrementate di 50 unità. Ad avviso di molti amministratori locali questo incremento di forze è significativo, parimenti però insufficiente perché la provincia di Foggia è per estensione la seconda d’Italia e per interessi economici e criminali, purtroppo, è particolarmente importante. Io stesso, però, ho ricordato a tanti che le nozze con i fichi secchi non si fanno e che, quindi, in occasione di scarse risorse a disposizione della comunità bisognerà, con intelligenza e fantasia ma, soprattutto, con determinazione tirar fuori quella volontà di combattere le mafie che forse negli anni passati è mancata. Pertanto, abbiamo ascoltato le esigenze della comunità di San Severo, della comunità di Foggia e abbiamo anche anticipato come, non soltanto, nei prossimi giorni ci saranno altre delegazioni parlamentari che visiteranno le istituzioni locali ma abbiamo anche anticipato l’ipotesi di realizzare un’audizione per portare a Roma l’amministrazione comunale di San Severo che potrà far sapere quali siano le criticità avvertite da più ambiti da questa comunità. Il foggiano – ha proseguito il presidente della commissione antimafia – è una realtà importante. Non a caso è stato istituito un comitato dedicato alla Quarta Mafia. Però questo non è sufficiente anche se la risposta dello Stato si è fatta sentire. Dobbiamo incrementare ancora più massicciamente e più vigorosamente l’azione di contrasto. Per questo motivo noi torneremo il più possibile in questa provincia perché non dobbiamo far credere ai foggiani che sono abbandonati ma che lo Stato è a loro disposizione e che i foggiani devono aiutare lo Stato a far il proprio dovere. Perché lo Stato non può assistere. Lo Stato deve intervenire in campo e deve combattere accanto ai cittadini e ancora prima dei cittadini”.

 

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