Inchiesta Cera: spunta l’ipotesi di corruzione elettorale

C’è anche la corruzione elettorale tra i reati ipotizzati nell’indagine della procura di  Foggia che coinvolge Angelo e Napoleone Cera, i politici foggiani dell’Udc. La nuova ipotesi di reato, relativa alle ultime elezioni Europee, Provinciali di Foggia e Comunali di San Severo e San Giovanni Rotondo, è contenuta nell’avviso di accertamenti tecnici non ripetibili notificato nei giorni scorsi agli indagati per verifiche sui telefoni cellulari sequestrati a Napoleone Cera e all’assessore Ruggieri. Dall’atto si apprende anche che il numero degli indagati è salito a sei. Oltre ai Cera, a Emiliano e Ruggieri e al direttore generale della Asl di Foggia Vito Piazzolla, sarebbe indagata anche la consigliera comunale di Manfredonia Rosalia Immacolata Bisceglia.
Le nuove imputazioni di corruzione elettorale contestate a Bisceglia e ai Cera si riferiscono alla promessa di nomina della figlia della consigliera comunale come addetto stampa del consigliere regionale in cambio del voto a Giuseppe Mangiacotti dell’Udc, candidato consigliere alla Provincia di Foggia nel febbraio 2019.
Ad Angelo Cera si contesta anche un altro episodio di corruzione elettorale risalente al maggio 2019 relativo alla promessa di assunzioni in enti pubblici, Asl di Foggia, Consorzio per la Bonifica della Capitanata, Regione Puglia e A.S.P. ‘Castriota e Corropoli’ di Chieuti, in cambio del consenso elettorale per Lorenzo Cesa (candidato con Fi alle Europee), Mario Marchese (candidato consigliere al Comune di San Severo) e Giuseppe Mangiacotti (candidato sindaco al Comune di San Giovanni Rotondo).

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