La commissione di accesso agli atti al Comune di Foggia ha chiesto la proroga di altri tre mesi

Altri tre mesi. Altri mesi di lavoro e di indagine per capire se al Comune di Foggia ci siano o meno infiltrazioni mafiose. La commissione di accesso gli atti inviata dal Ministero dell’Interno e formata dal viceprefetto Ernesto Liguori, dal vicecapo della squadra mobile Maurizio Miscioscia e dal tenente dei carabinieri Francesco Colucci, ha chiesto ufficialmente altri tre mesi di tempo per concludere il proprio lavoro. A questo punto per Foggia si spalancano le porte delle elezioni in autunno. Perché lo scioglimento determinato dalle dimissioni del sindaco pone in Comune di Foggia nella lista di quelli caduti prima della scadenza naturale entro il 27 luglio 2021. E le due procedure si muovono su binari paralleli e indipendenti. Al termine degli ulteriori tre mesi di proroga che scadranno il 9 di settembre, dunque, la Commissione avrà 45 giorni di tempo per trasferire la propria relazione al Prefetto Carmine Esposito, che a sua volta dovrà poi inviarla al Consiglio dei Ministri per l’approvazione che porterà l’atto alla firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Ovviamente nel caso in cui la Commissione avanzi la richiesta di scioglimento per infiltrazioni mafiose. Una circostanza che potrebbe verificarsi anche con il nuovo consiglio comunale già eletto. In quel caso il secondo scioglimento avverrebbe nel caso in cui a Palazzo di Città sedessero consiglieri dichiarati incandidabili dalla relazione della Commissione. In caso contrario, invece, al nuovo sindaco potrebbero essere impartite semplicemente delle prescrizioni per la bonifica dell’attività amministrativa. La compilazione delle liste avverrà quindi verosimilmente con la spada di Damocle di una relazione i cui contenuti saranno sconosciuti al momento della scelta dei candidati. Insomma, la campagna elettorale è formalmente cominciata.

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