La Rete del Mediterraneo alla Sapienza di Roma. Il foggiano Vincenzo Dota in cattedra sulla “Destination Marketing e Tecnologia”

“Destination Marketing e Tecnologia”, è il titolo della lezione che il Presidente della Rete del Mediterraneo, il foggiano Vincenzo Dota, ha tenuto mercoledì scorso all’Università la Sapienza di Roma per gli studenti di  Economia e gestione delle imprese, insieme alla professoressa Fabiola Sfodera. Tema principale del meeting, che ha visto la presenza di oltre 120 alunni, è stata l’esperienza che la Rete del Mediterraneo ha sviluppato negli ultimi anni, realizzando un format da applicare ai BRAND territoriali. Brand che devono rispecchiare il territorio, dal punto di vista turistico e non strettamente geografico, legato alle realtà e ai vissuti non alla fisicità dei luoghi. Ciò che è emerso dalla lezione tenuta dal presidente della Rete del Mediterraneo, è che ogni regione può raggiungere l’obiettivo di integrare Enogastronomia, Turismo Esperienziale e Cultura .Trattasi di concetti legati allo SLOT (Sistema Locale di Offerta Turistica) che possono integrare il prodotto enogastronomico utilizzando lo IoT (Internet of Things – Internet delle Cose) così come ha dimostrato il lavoro realizzato con Rosso Gargano. È stata affrontata la soluzione alla destagionalizzazione, mettendo al centro la guida turistica e chiunque faccia turismo attivo in un territorio, soluzione possibile solo se il comparto è in grado di organizzarsi e soprattutto calendarizzare le visite guidate messe poi a disposizione del settore alberghiero che dovrebbe trasformarsi da semplice “dormitorio” a punto d’informazione per i turisti, mettendo in forte discussione quindi, il concetto di Info Point turistico. Ovviamente se da un lato ci si trova davanti ad una tecnologia altamente performante, scalabile e che è arrivata alla terza rielaborazione  in soli 7 anni, denominata FLYWHELL (volano), dall’altra ci sono 2 elementi a cui la Rete del Mediterraneo ha concentrato l’attenzione: addestramento degli attori territoriali e formazione di una nuova figura Coordinatore Turistico Locale. Quest’ultima è sicuramente una risorsa per un territorio che ha deciso di operare in modo organizzato per costruire un club di prodotto capace di creare una destinazione turistica destagionalizzata con eroda il territorio.

Abbiamo raggiunto il Presidente della rete a cui abbiamo fatto qualche domanda.

Dove ha conosciuto la professoressa Fabiola Sfodera?

Ho conosciuto la professoressa Fabiola Sfodera in occasione del progetto “Apulia Ident Paths” (Febbraio 2014 – Marzo 2016 n.d.r.) finanziato dal Ministero Italiano Università e Ricerca .

Questa attività progettuale aveva l’obiettivo di sviluppare un’esperienza turistica moderna connessa alla valorizzazione delle caratteristiche della regione Puglia come: storia, cibo, musica, cultura, tutto attraverso lo sviluppo tecnologico. Il progetto ha condotto i partner a sperimentare, attraverso una ricerca industriale, nuove tecnologie connesse a dispositivi ICT e a nuove APP che hanno unito tradizione e modernità. L’obiettivo raggiunto è stato quello di creare una nuova fruizione per il patrimonio culturale al fine di promuovere l’economia e l’innovazione.

Com’è stata l’esperienza all’Università Sapienza?

Confrontarsi con i ragazzi mi ha aiutato molto a capire che a volte noi “adulti” dimentichiamo di essere stati ragazzi. Il mondo del lavoro ha il dovere di confrontarsi di più con loro e quindi focalizzare l’attenzione su ciò che accade ogni giorno nella vita reale. Il punto di vista delle nuove generazioni è fondamentale.

Questa non è l’unica esperienza con il mondo accademico. Qual è il rapporto con l’Unifg? 

Sì è vero, non è l’unica esperienza avuta. Nel 2016 l’UNIMOL con il prof. Pazienza ha curato una tesi di laurea (110 e lode) su Gargano & Daunia. È stato un grande riconoscimento per tutta la Rete del Mediterraneo che si è poi unito anche alla pubblicazione “Un Sud che innova e produce” volume 5 “La filiera agroalimentare. Il valore dei territori” edito da Centro Studi SRM con Sede a Napoli collegato al Gruppo San Paolo Intesa. Con l’Unifg stiamo avendo contatti per capire come rendere operative le azioni di integrazione territoriale.

Il Progetto Gargano & Daunia e Monti Dauni della Puglia seguito dalla Rete del Mediterraneo che obiettivi si prefigge?

Di sicuro l’obiettivo principale è la consapevolezza degli attori territoriali nel riconoscersi in un brand unico, così come è già accaduto da decenni per il Trentino e la Toscana. Se invece vogliamo essere più regionali basta vedere il Salento (o grande Salento), la Valle d’Itria, Puglia Imperiale sono territori che si riconoscono in un brand e non hanno mille facce come accade nella nostra provincia.

Qual è il coinvolgimento delle istituzioni locali e dei privati?

Ammetto che c’è una lentezza autoctona nel recepire un progetto così innovativo da parte delle istituzioni locali sempre impegnate a cercare qualcosa che poi in effetti hanno sotto il loro naso. Mentre per i privati ammetto che ultimamente c’è stato un coinvolgimento molto forte, sia per la parte del settore agroalimentare, sia per gli albergatori e le guide turistiche che in realtà, per questo progetto, rappresentano la soluzione al problema della destagionalizzazione. Credo che abbia contribuito l’iniziativa con Rosso Gargano ad accelerare il processo sul mercato locale che sta vedendo sempre più richieste di adesione al progetto Gargano e Daunia e Monti Dauni della Puglia.

Ci sono altri territori che intendono operare con la stessa innovazione di processi?

Stiamo attivando la BAT con il brand Puglia Imperiale. I tempi sono completamente diversi da quelli della Provincia di Foggia, infatti in 5 mesi abbiamo ottenuto i risultati che a Foggia hanno richiesto 5 anni. Vero anche che le parti istituzionali stanno facendo un lavoro eccezionale perché vivono già nella consapevolezza di ciò che sono e che hanno.

Quali sono i prossimi passi?

Di sicuro il coinvolgimento degli attori territoriale è un “passo costante” che tutto il Team persegue ogni giorno. Continueremo ad investire nella comunicazione e a realizzare co-branding con molte realtà locali e non con la finalità di promo-commercializzare l’interno comparto. Siamo convinti che ci aspetta ancora molto lavoro duro ma siamo contenti di farlo in una città che rappresenta una vera e propria palestra di vita, in fondo … “se riesci a farcela a Foggia puoi farcela dappertutto”

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