Landella ascoltato in procura a Foggia: “l’ho chiesto io”

In procura è arrivato intorno alle 4 del pomeriggio, con una cartellina verde sotto il braccio, Franco Landella sindaco dimissionario di Foggia, e accompagnato dal suo legale, l’avvocato Michele Curtotti. Dopo quasi due ore Landella è uscito incontrando i giornalisti. “Ho sentito il dovere morale e istituzionale di chiedere un confronto che mi è stato concesso. Ringrazio la procura per questa opportunità”.  Landella è stato ascoltato dai magistrati Roberta Bray ed Enrico Infante.  Nessuna indiscrezione circa quello che Landella ha detto ai due magistrati cosi come su quale tema il sindaco dimissionario sia stato sentito. Il primo maggio scorso, il giorno del suo compleanno, la polizia ha perquisito l’abitazione di Landella, sequestrando il suo telefono cellulare e quello della moglie. “Certamente – ha aggiunto il sindaco dimissionario –  non mi sono dimesso né per la perquisizione a casa e neanche per quella pagliacciata della manifestazione di quattro gatti di ieri. Se avessero fatto la manifestazione pro Landella, probabilmente ci sarebbero state molte più persone”.  Il riferimento è alla manifestazione organizzata ieri pomeriggio dai partiti di opposizione al Comune di Foggia che, in pratica, hanno chiesto che non ritiri le dimissioni. “Io non penso – ha proseguito Landella –  che ci siano le condizioni per continuare a svolgere questo ruolo in un clima di sospetto e penso che, come avevo già anticipato in una conversazione all’indomani del mio insediamento al procuratore Vaccaro, che se ci fosse stato qualsiasi elemento, qualsiasi sospetto che avesse messo in dubbio la mia correttezza politica, amministrativa e istituzionale  non avrei esitato un secondo a dimettermi. Il clima non è dei migliori. C’è gente che ha usato e che ha abusato facendo millantato credito nei miei confronti”. Nessuna indiscrezione su cosa abbia raccontato ai magistrati né tanto meno sulla perquisizione del primo maggio. Alla domanda dei giornalisti che gli chiedevano se fosse vera l’indiscrezione che gli investigatori avessero anche sequestrato del denaro Landella ha risposto seccato:  “il salvadanaio di mio figlio”.

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