Landella si è dimesso

Alla fine, Franco Landella si è dimesso. Non è chiaro se con un addio o un arrivederci. Dopo una riunione fiume con la sua maggioranza e la nuova giunta in Aula consiliare, il primo cittadino ha protocollato la sua decisione. Nessuna dichiarazione ai microfoni, con le sue motivazioni consegnate ad una nota stampa.

“Foggia in questo momento ha bisogno di serenità, di essere tenuta al riparo da ogni tentativo di gettare fango su chi l’amministra con passione e dedizione”, dichiara Landella. “Rimetto il mio mandato per consentire a tutte le forze politiche di essere consapevoli della loro responsabilità di aver cura delle urgenze e delle speranze della nostra comunità”, aggiunge il primo cittadino. Assicurando che per Foggia, per i foggiani lui continuerà ad esserci sempre, con immutato amore.

Il sindaco ringrazia il suo nuovo esecutivo e Matteo Salvini, il leader della Lega con cui rivela di aver condiviso la sua scelta. In mattinata, dopo le dimissioni del leghista Consalvo Di Pasqua, le voci di uno strappo interno alla maggioranza si erano fatte sempre più forti. Sarebbero stati non meno di cinque i consiglieri pronti ad unire le loro firme a quelle della minoranza nel pomeriggio, determinando lo scioglimento del consiglio. Troppo poca la serenità per poter andare avanti dopo gli scandali, gli arresti di tre consiglieri comunali e l’arrivo della Commissione prefettizia di accesso agli atti. Le dimissioni, però, hanno assottigliato quella lista e dal notaio, per la maggioranza, si sono presentati soltanto Francesco Morese ed Antonio Bove.

Così il sindaco ha deciso di riunire la maggioranza e verificarne la tenuta. Per la verità, secondo indiscrezioni, sarebbero state pochissime le voci che avrebbero chiesto a Landella il passo indietro. Motivo per il quale le dimissioni secondo molti lasciano aperta la porta ad un possibile ripensamento. Anche a giudicare dal tenore delle parole del sindaco, in cui non compare mai il termine “irrevocabili” ed in cui il richiamo alla responsabilità dei partiti ha il suono di una richiesta di nuova legittimazione.

Se sia un addio o un arrivederci si saprà tra venti giorni, il tempo di cui il primo cittadino può avvalersi per ritirare eventualmente le dimissioni. Venti giorni in cui consiglio e giunta resteranno comunque operativi e al loro posto.

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