Mainiero: “Lo scioglimento del Consiglio è portata di mano. Basta avere la volontà politica di determinarlo. La minoranza dimostri se vuole davvero chiudere questa pagina amministrativa”

I numeri. Lo scioglimento del consiglio comunale ruota tutto intorno ai numeri, a quelle 17 fatidiche firme, soglia al di sotto della quale sarebbe impossibile determinare la caduta dell’Amministrazione. Almeno prima che trascorrano i 20 giorni di tempo che il sindaco ha per ritirare le sue dimissioni. Non la pensa però così l’ex consigliere comunale Giuseppe Mainiero, secondo il quale, invece, lo scioglimento sarebbe a portata di mano. E sarebbe interamente nella disponibilità dei 12 consiglieri di minoranza. La materia è un groviglio di norme e regolamenti. Ma sostanzialmente la tesi di Mainiero ha come oggetto la possibilità di effettuare le surroghe, ossia la sostituzione dei consiglieri sospesi e dimessi. Adempimento che la norma impone di licenziare in Consiglio entro dieci giorni dalle dimissioni. Qualora ciò non fosse realizzabile, per l’ex consigliere ci sarebbero tutte le condizioni per procedere allo scioglimento del consiglio.
“L’articolo 17 del Regolamento del Consiglio comunale”, argomenta Mainiero, “stabilisce al primo comma che la seduta di prima convocazione dell’Assemblea non può adottare deliberazioni se non sono presenti almeno 16 consiglieri, senza computare a tal fine il sindaco, salvo che sia richiesta una
maggioranza speciale”. Al momento, con le dimissioni del primo cittadino, dei consiglieri Antonio Bove, Francesco Morese, Consalvo Di Pasqua e della sospensione degli arrestati Leonardo Iaccarino e Antonio Capotosto disposta dal Prefetto Raffaele Grassi, per i quali occorre procedere alla surroga, i consiglieri effettivi risultano 27. “Se oggi, e comunque prima della convocazione del Consiglio, anche in maniera progressiva e non contestuale si dimettessero dal Segretario generale i 12 consiglieri della minoranza”, spiega Mainiero, “in Aula resterebbero nella pienezza delle loro funzioni solo 15 consiglieri, numero insufficiente per convocare il Consiglio in prima convocazione e provvedere alle surroghe, determinando quindi il conseguente scioglimento dell’Assemblea, come stabilito nella sentenza numero 2131 emessa dal Tar Campania nel 2018”. Una teoria a supporto della quale l’ex consigliere comunale cita una copiosa giurisprudenza e una circolare del Ministero degli Interni, in cui si evidenzierebbe come l’impossibilità di convocare il Consiglio comunale in prima convocazione determini l’incapacità di assicurare il regolare funzionamento dell’organo consiliare. Insomma, per Mainiero non occorrerebbe attendere la scadenza il 24 maggio – termine ultimo per l’eventuale ritiro delle dimissioni del sindaco Franco Landella – per capire se l’esperienza amministrativa a Palazzo di Città possa considerarsi conclusa. “La minoranza è composta da 12 consiglieri comunali”, conclude l’ex esponente di Fratelli d’Italia, “dunque se esiste la reale volontà di sciogliere il Consiglio, lo si può fare anche oggi, anticipando la convocazione dell’Assemblea che avrò all’Ordine del Giorno le surroghe dei consiglieri dimessi e sospesi”.

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