Manfredonia, prime indiscrezioni: ingerenza di potente famiglia malavitosa e assidui rapporti fra vicesindaco e criminalità

In attesa delle conferme ufficiali e della firma del presidente Sergio Mattarella, trapelano le prime indiscrezioni sulla vicenda che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Manfredonia.

Riscontrate forme di ingerenza della criminalità che hanno compromesso la libera determinazione e l’imparzialità degli organi eletti nelle consultazioni amministrative di maggio 2015 e il buon andamento dell’amministrazione e del finanziamento dei servizi.

In quel territorio è stata giudizialmente accertata la consolidata ingerenza di una potente famiglia malavitosa dotata di una capillare capacità di penetrazione nel tessuto economico sociale, la quale opera in stretta sinergia con la consorteria radicata in altri comuni della Provincia e segretamente con una delle cellule in cui è strutturata l’associazione di tipo mafioso comunemente denominata “società foggiana”.

Le verifiche espletate hanno inoltre dimostrato le assidue frequentazioni fra il vicesindaco Salvatore Zingariello e personaggi di primo piano della criminalità garganica. Stesso vicesindaco che a seguito delle consultazioni del maggio 2015 è risultato il candidato più suffragato del comune di Manfredonia”.

Anche se manca ancora l’ufficialità, sembra sarà confermato il commissario Vittorio Piscitelli che dovrebbe essere affiancato da Francesca Anna Maria Crea (Vice Prefetto) e Alfonso Agostino Soloperto (Prefetto), entrambi a riposo. Si registra infatti la fatica delle Prefetture a nominare i commissari a seguito di scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose.

Tommi Guerrieri

 

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