No al patrocinio ad un libro sulla Resistenza, la replica del sindaco Landella

“Il dissenso e la polemica politica sono diritti che nessuno ha mai pensato di mettere in discussione. Gli insulti ed i toni del tutto fuori luogo per chi dovrebbe rappresentare le istituzioni, invece, sono una misura di un imbarbarimento che spesso riguarda esattamente chi muove questa accusa agli avversari”. Lo ha detto il sindaco di Foggia Franco Landella rispondendo alle polemiche sulla mancata concessione del patrocinio del Comune al libro ‘Corso Garibaldi – Quando la resistenza parlava foggiano’. “Ho letto con dispiacere – continua il primo cittadino – il livore della dichiarazione del gruppo consiliare del Partito Democratico con riferimento alla mancata concessione del patrocinio del Comune alla presentazione di un lavoro editoriale riguardante la Resistenza. Personalmente, checché ne pensino i consiglieri del PD ossessionati dal fascismo un giorno sì e l’altro pure, non ho mai manifestato alcuna censura nei confronti di quella parte del pensiero politico. Ai distratti consiglieri del Partito Democratico ricordo, solo per fare un esempio recente, che nel luglio scorso ho partecipato con grandissimo piacere ed indossando la fascia tricolore alla cerimonia di scopertura della targa dedicata a Luigi Sbano, personalità antifascista e sindaco eletto dal Comitato di Liberazione Nazionale, proprio a dimostrazione del fatto che la presunta ostilità ideologica di cui sono accusato non è altro che un capriccio propagandistico ad uso e consumo mediatico.
Il patrocinio del Comune di Foggia, invece, non è stato concesso per ragioni molto più banali. La materia oggetto del lavoro editoriale, com’è noto, è delicata e merita il massimo della serietà sul piano della sua rappresentazione storica, troppo spesso calpestata per ragioni di superficiale ed errata esaltazione politico-ideologica. Elementi della cui esistenza o inesistenza non siamo stati in grado di avere contezza, dal momento che alla richiesta di patrocinio non ha fatto seguito, come di solito accade, neppure la trasmissione di una copia del lavoro editoriale all’Ufficio di Gabinetto. Un singolare modo di fare, che evidentemente il PD condivide ed approva. Al netto della mancanza di stile e di un comportamento assolutamente inusuale, in buona sostanza avremmo dovuto concedere un patrocinio ‘a scatola chiusa’, fidandoci sulla parola del rigore storico del libro.
Purtroppo non è così che funziona, proprio perché la concessione del patrocinio non è esclusivamente un semplice automatismo burocratico ma possiede valore ed importanza. Chi invoca il rispetto delle istituzioni, con toni e forme del tutto inopportune ed al limite del dileggio, dovrebbe dimostrare di possederlo, evitando di piegare alla stucchevole propaganda ideologica anche vicende tutt’altro che oscure o controverse”.

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