Ode al pomodoro, che diventi “carezza di Dio…”

“La strada si riempì di pomodori” … Nella superba ode di Pablo Neruda è “un sole fresco, profondo, inesauribile”, che ci offre il dono del suo colore focoso. Il pomodoro in questa terra ha una valenza profonda, sfumata in differenti significati. Essenziale sulle tavole, elemento evocativo della tradizione in cucina, sinonimo di economia, di abbondanza, qui richiama alla mente l’idea di legalità, la necessità di un lavoro etico, la fine di sfruttamento e caporalato.


La campagna 2019 sta per partire. Da fine luglio a fine settembre saranno lavorate tonnellate e tonnellate di pomodori. Più di 300mila quelle stimate da Princes Industrie Alimentari, la società che a Foggia gestisce il più grande stabilimento in Europa per la trasformazione del pomodoro. Un esercito di lavoranti è pronto a scendere nei campi. Ai 500 fissi, si aggiungeranno altri 1000 operai.
La macchina della produzione del pomodoro sta ripartendo e qui, questo significa insediamenti che si ripopolano. Container, casolari, baraccopoli e tendopoli.

Ecco perché la Princes ha voluto un incontro coi partner agricoli. L’azienda vuole rafforzare la sua presenza al Sud Italia, garantire una filiera nel tempo. A testimonianza di queste volontà, un ampliamento dello stabilimento di Foggia e nuove tecnologie digitali per proiettarsi fino all’estero.

 

Una collaborazione con l’Università per implementare sistemi di contrasto ai parassiti e ridurre i trattamenti chimici. Un accordo a inizio anno con Coldiretti per garantire un prezzo di acquisto “equo” e una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain e le più alte certificazioni internazionali in tema di lavoro etico. Salute, sicurezza, welfare, contratti, con un impegno costante a migliorare le condizioni di lavoro di chi potrebbe finire nella rete dello sfruttamento del caporalato.

E se nell’ode di Neruda il pomodoro è “astro della terra”, nel messaggio che ha voluto lasciare Monsignor Pelvi, è “carezza di Dio per tutti, alimento semplice e utile che non va privatizzato”.

Tommi Guerrieri

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