Quando Kate Middleton aspettava il suo primo figlio alla fine del 2012, l’attenzione mediatica mondiale si concentrava sui nomi per il bebè, l’arredamento della nursery e la febbre per il nuovo nascituro reale. Dietro le porte del palazzo, tuttavia, si stava sviluppando un altro dramma che coinvolgeva Re Carlo, all’epoca ancora Principe del Galles, e una conversazione privata che finì per trapelare sulla stampa.
La vicenda è riportata nel nuovo libro di Valentine Low, Power and the Palace, pubblicato in estratto su The Times il 29 agosto. Il libro descrive Carlo come una persona curiosa, forse troppo, riguardo ai dettagli della Succession to the Crown Act, una legge che poneva fine alla pratica secolare di favorire gli eredi maschi rispetto alle femmine. La legge, dibattuta in Parlamento mentre Kate era incinta, aveva un’importanza storica. Se il primo figlio di William e Kate fosse stata una femmina, sarebbe diventata regina un giorno, indipendentemente dai fratelli minori.
Ma Carlo voleva risposte, e le voleva in fretta.
Un principe curioso, un tè inaspettato
Richard Heaton, allora segretario permanente presso l’Ufficio del Gabinetto, ricevette un invito a sorpresa a prendere il tè con Carlo a Clarence House nel dicembre 2012. Quello che iniziò in modo educato si trasformò presto in un’intensa lezione sui rompicapo costituzionali. Carlo chiese cosa sarebbe successo se sua nipote, assumendo fosse una femmina, avesse sposato qualcuno con un cognome comune come Smith. La dinastia dei Windsor sarebbe diventata improvvisamente la Casa di Smith? Chiese anche di cattolici, titoli nobiliari e delle più ampie ripercussioni delle nuove regole.
Heaton fece del suo meglio per rispondere, ma come rivela Valentine Low, non era la sua area di competenza. Il problema maggiore non erano tanto le domande in sé, quanto ciò che ne seguì.
La fuga di notizie che scatenò una reazione
Poche settimane dopo, The Daily Mail riportò che Carlo e il Principe William erano stati esclusi dalle discussioni del governo sulla riforma della successione e che Carlo aveva delle preoccupazioni. Per Whitehall, sembrava che una chiacchierata privata fosse stata divulgata alla stampa.
La reazione fu rapida e un po’ fredda. I funzionari governativi accusarono Carlo di tre errori: distorcere il contenuto del suo incontro con Heaton, permettere che dettagli di una conversazione privata emergessero sulla stampa e, forse la colpa più grande, sembrare di criticare la politica governativa. Un alto funzionario addirittura commentò che Carlo era “in disgrazia”.
Per un uomo abituato a apparizioni pubbliche attentamente pianificate, questi non erano i titoli di cui aveva bisogno.
Un ramo d’ulivo reale
Carlo alla fine cercò di appianare le cose. Invitò Heaton a unirsi a lui sul treno reale per una visita benefica a una ceramica sostenuta da una delle sue fondazioni. Non era propriamente un scusa, ma gli addetti ai lavori lo descrissero come la cosa più vicina a una scusa.
Quando il principe George nacque nel luglio 2013, la controversia si era già attenuata. La nuova legge sulla successione rimaneva in vigore, garantendo pari diritti alle figlie reali. Mentre George arrivava come figlio ed erede, il posto nella storia di la principessa Charlotte fu cementato quando mantenne la sua posizione nella linea di successione davanti al suo fratello minore Louis, grazie alla riforma che Carlo aveva un tempo temuto.
Per Carlo, l’episodio fu un promemoria che anche i re in attesa non sono esenti dalla politica-e che a volte il tè che si rovescia può tornare su di te… anche se sei il Re
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