I progetti delle schede madri gestiscono I/O più rapidi e hardware più esigenti
Voci di corridoio: La prossima piattaforma desktop Nova Lake di Intel sta prendendo forma, e non sono solo le CPU a subire cambiamenti. Le specifiche trapelate per i chipset Z970 e Z990 suggeriscono un PCH più piccolo che consuma più energia e si surriscalda più del precedente hardware Z890.
Le ultime informazioni trapelate si concentrano sul platform controller hub, che gestisce la maggior parte della connettività di una scheda madre. Per il Z990, questo hub risulta essere significativamente più piccolo di quello presente sulle schede Z890 attuali. Si stima che il die misuri circa 72,5 millimetri quadrati, in diminuzione rispetto ai circa 92,9 millimetri quadrati. Anche il pacchetto è più piccolo, riducendosi da circa 658 millimetri quadrati su Z890 a 600 millimetri quadrati.
La sorpresa è che il chip più piccolo non consuma meno energia. Al contrario, si prevede che il chipset Z990 consumi di più. La sua potenza di base è segnalata a 7,9 watt, rispetto ai 6 watt di Z890, e può arrivare a 14 watt quando le linee PCIe 5.0 del chipset sono completamente utilizzate. Il Z970, sebbene posizionato più in basso nella gamma, non è molto indietro con un consumo di potenza di base di 6,4 watt. Entrambi i chipset sono inoltre classificati per temperature operative massime più elevate, raggiungendo i 113°C – 5 gradi in più rispetto ai loro predecessori.
Questa combinazione – un chip più piccolo che si surriscalda di più mentre consuma più energia – riflette le aspettative di Intel su come queste schede verranno utilizzate. PCIe 5.0 è un fattore determinante. Con carichi di lavoro più leggeri, il chipset gioca solo un ruolo limitato. Ad esempio, una singola GPU si collega direttamente alla CPU, bypassando completamente il chipset. Lo stesso vale per configurazioni di archiviazione modeste: Z970 supporta un SSD PCIe 5.0, mentre Z990 ne supporta due, senza instradare il traffico attraverso il PCH.
Questo cambia una volta che vengono aggiunti dispositivi ad alta velocità. Componenti PCIe 5.0 aggiuntivi si affidano al chipset per la connettività, e qui il consumo di energia aumenta. Gestire più linee a quelle velocità richiede un controllo del segnale più stretto, che a sua volta aumenta l’uso di energia. Il risultato è un chipset che rimane relativamente efficiente sotto configurazioni semplici ma diventa significativamente più esoso in termini di energia man mano che le richieste di I/O aumentano.
Questo cambiamento è in linea con le aspettative per Nova Lake stesso. Si vocifera che le CPU possano arrivare fino a 52 core al top di gamma, rappresentando un aumento sostanziale della capacità di elaborazione parallela. Le relazioni hanno anche indicato limiti di potenza di picco estremamente elevati per i modelli di punta. Anche se queste cifre rappresentano solo brevi stati di picco, suggeriscono una piattaforma progettata per spingere aggressivamente le prestazioni.
I design delle schede madri dovranno stare al passo. Un maggior numero di core e una maggiore larghezza di banda PCIe mettono sotto pressione non solo la CPU, ma anche tutto ciò che alimenta dati dentro e fuori da essa. Il chipset si trova tra la CPU e il resto del sistema, e il suo maggiore consumo di energia riflette il carico di lavoro I/O più pesante che si prevede debba gestire.
Ci sono ancora lacune in ciò che è stato confermato pubblicamente. Non sono state ancora lanciate ufficialmente schede madri LGA 1954, anche se le versioni preliminari sono apparse in eventi come il Computex. L’immagine trapelata del PCH Z990 proviene probabilmente da una di quelle prime schede, offrendo un’anteprima piuttosto che uno sguardo definitivo all’hardware.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.