I dazi statunitensi spingono a ripensare la produzione
Tanto per vincere: Secondo diversi analisti, Donald Trump ha introdotto un piano di dazi senza precedenti con l’obiettivo di spingere i produttori a ritornare negli Stati Uniti. Se questa era davvero l’intenzione, i dazi hanno finito per avere l’effetto esattamente contrario.
I cosiddetti “dazi reciproci” imposti dall’amministrazione Trump potrebbero indurre i principali produttori di computer a cercare nuovi centri produttivi, e probabilmente questi non saranno negli USA. All’inizio del mese, i produttori di laptop sono stati costretti a interrompere le spedizioni verso gli Stati Uniti a causa dell’incertezza legata ai dazi e del caos logistico. Ora, alcuni tra i più grandi marchi mondiali di PC stanno considerando l’Arabia Saudita come loro prossima base produttiva.
Secondo un recente rapporto di DigiTimes, Lenovo, HP e Dell stanno attivamente esplorando nuove iniziative produttive nel regno del Medio Oriente. Lenovo ha annunciato pubblicamente i suoi piani all’inizio dell’anno, affermando che la mossa fa parte di una strategia più ampia per diversificare le operazioni e ottenere un accesso privilegiato ai mercati del Medio Oriente e dell’Africa.
L’iniziativa di Lenovo è supportata da un investimento di 2 miliardi di dollari proveniente dal Fondo di Investimento Pubblico dell’Arabia Saudita, un colossale fondo da 620 miliardi di dollari volto a trasformare l’economia del regno riducendo la sua dipendenza dai combustibili fossili. Si prevede che il PIF giocherà anche un ruolo nel supportare le potenziali ricollocazioni di HP e Dell, sebbene i progressi in questi ambiti siano stati più lenti.
I due OEM statunitensi hanno inviato squadre in Arabia Saudita dopo essere stati contattati dalle autorità governative locali. Questi team di ricognizione hanno il compito di valutare la situazione sul campo e identificare i potenziali siti per nuovi impianti produttivi. Le fonti indicano che i nuovi stabilimenti sarebbero probabilmente situati vicino a Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita.
Inoltre, i funzionari di Riyadh hanno esteso inviti a vari produttori di design originali, tra cui Foxconn, Quanta, Wistron, Compal e Inventec. Queste aziende sono capaci sia di progettare che di produrre i propri prodotti e di solito richiedono condizioni industriali specifiche per raggiungere i loro obiettivi produttivi. Per attrarre OEM e ODM, l’Arabia Saudita offre una serie di incentivi esclusivi, inclusa la copertura totale dei costi di costruzione dei nuovi impianti.
Trasferirsi in Arabia Saudita potrebbe offrire ai produttori vantaggi strategici in mezzo all’attuale volatilità economica globale. Mentre Donald Trump ha imposto un dazio elevato del 245 percento sulle importazioni dalla Cina, l’Arabia Saudita affronta un dazio reciproco relativamente modesto del 10 percento. Per gli OEM, un miglior accesso ai mercati del Medio Oriente e dell’Africa rappresenta una proposta allettante, mentre gli ODM potrebbero anche sfruttare le operazioni esistenti in Messico per eludere completamente i dazi statunitensi.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.