La 78enne afferma di avere il diritto garantito dal Primo Emendamento di protestare e non ha intenzione di fermarsi
Una questione spinosa: Molti osservano con fastidio i robot che consegnano pacchi e cibo per strada, vedendoli come un ulteriore segnale del fatto che le macchine stanno soppiantando lavori umani. Una donna in particolare, una professoressa in pensione di 78 anni, ha espresso il suo dissenso la settimana scorsa mettendosi ripetutamente davanti a un robot da consegna per impedirne il passaggio. L’episodio si è concluso con manette e arresto, ma non l’ha scoraggiata dal continuare con altre proteste.

Carolyn Marvin, professoressa emerita della Annenberg School of Communication dell’Università della Pennsylvania, ha deciso di opporsi fisicamente a un robot di consegna Avride impiegato da Uber Eats nel centro di Philadelphia. Si è posta più volte davanti al dispositivo, bloccandone il movimento.
Le sue azioni hanno attirato l’attenzione di alcune persone sul posto e alla fine la polizia di Philadelphia è intervenuta dopo che alcuni testimoni avevano segnalato un disturbo nei pressi del Reading Terminal Market.

Stando a quanto riferisce ABC13, Marvin ha ripetutamente ignorato le richieste degli agenti di lasciar passare il robot. È stata arrestata e incriminata per comportamento sconveniente.
La donna ha poi spiegato che la sua era una protesta contro l’impiego di robot per le consegne, perché secondo lei stanno togliendo lavoro a persone vere.
“So che stanno sottraendo posti di lavoro ai fattorini umani e quindi, ogni volta che ne vedo uno, protesto mettendomi davanti e impedendo che vada avanti”, ha dichiarato Marvin, sostenendo che il suo gesto rientri nella libertà di espressione.
Ha confermato inoltre di aver affrontato questi robot in più occasioni. Un testimone di un episodio precedente aveva pensato che la macchina l’avesse urtata. Interrogata sul suo stato di salute, Marvin ha risposto: “No, devo fermarli. Stanno conquistando il mondo.”
Alla domanda se proseguirà le sue dimostrazioni dopo l’arresto, Marvin ha risposto: “Sì. Perché no? Ritengo sia il mio diritto, sancito dal Primo Emendamento, manifestare pubblicamente su un marciapiede per protestare contro i robot da consegna.”
In un’intervista diversa con KYW Newsradio, Marvin ha spiegato più nel dettaglio le ragioni delle sue interferenze: ha definito la sua azione una protesta contro il “modo spietato in cui le grandi aziende ricche stanno scartando i lavoratori — in questo caso i modesti addetti alle consegne — per aumentare i loro profitti.”
Ha aggiunto di sperare che la visibilità delle sue proteste spinga ad aprire un dibattito più ampio sui robot da consegna, sull’intelligenza artificiale e sul ruolo crescente che queste tecnologie stanno assumendo nella vita quotidiana.
All’inizio di quest’anno è stato segnalato che, con l’aumento dei robot per le consegne sulle strade, sono cresciuti anche i filmati sui social che mostrano persone che calpestano, afferrano o tentano di distruggere queste macchine. Se in alcuni casi si tratta di tentativi di furto, in molti altri gli atti sembrano esprimere rabbia verso i dispositivi, che simboleggiano l’automazione di un lavoro che una volta era svolto esclusivamente da esseri umani.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.