L’arrivo degli assistenti AI per il gaming: una novità ancora da dimostrare
Un’anticipazione interessante: Microsoft, Nvidia e ora anche Intel stanno lavorando per trasformare gli assistenti di gioco in un nuovo punto di forza dell’IA generativa. Mentre Nvidia sostiene che le sue GPU siano le migliori per il carico di lavoro dell’IA locale, Windows e Intel hanno cercato di dimostrare i vantaggi dell’utilizzo delle NPU per alleggerire il carico dai chip grafici durante il gioco. Tuttavia, nessuno degli assistenti proposti ha subito test approfonditi nel mondo reale.
Di recente, Intel ha illustrato come l’esecuzione di programmi di IA generativa sulle sue nuove NPU potrebbe essere vantaggiosa per i giocatori. Nonostante diverse aziende abbiano promosso il potenziale legato al gaming delle NPU, questi benefici sono ancora largamente da dimostrare.
Nella dimostrazione di Intel, un modello di IA generativa – probabilmente un assistente generico di terze parti – forniva consigli sul gameplay durante una sessione di Black Myth: Wukong, eseguita su un processore non specificato Arrow Lake Core Ultra 200HX, presumibilmente su un laptop da gioco. L’assistente rispondeva a una domanda vocale utilizzando l’integrazione vocale in tempo reale e recuperava un video online su come sconfiggere un boss.
Non è chiaro se la dimostrazione mostrasse un gameplay reale o solo un video concettuale. In precedenza, Microsoft aveva utilizzato video concettuali per presentare il suo futuro coach di gaming AI Copilot, che dovrebbe fornire suggerimenti in tempo reale in giochi come Minecraft e Overwatch, mentre funziona su un chip Qualcomm Snapdragon X. Ancora non esistono filmati reali, ma gli Xbox Insiders potranno iniziare a testare la funzionalità sui dispositivi mobili il prossimo mese.
Leggi anche: NPU vs. GPU: Qual è la differenza?

La presentazione di Intel ha anche evidenziato i potenziali guadagni di performance derivanti dall’esecuzione di modelli AI sulle NPU. L’attivazione dell’assistente ha aumentato il framerate di Wukong da 103 a 108 FPS, mentre l’esecuzione dello stesso modello sulla GPU ha causato una riduzione a 94 FPS.
L’assistente per il gaming di Nvidia, che funziona su GPU con almeno 12GB di VRAM, è disponibile nell’ultima versione dell’app desktop dell’azienda. Tuttavia, piuttosto che offrire orientamento nel gameplay, si concentra sull’ottimizzazione delle prestazioni.

Arrow Lake è una scelta interessante per la dimostrazione di Intel, dato che i processori Core Ultra 200HX e desktop 200K raggiungono solo 13 TOPS (trilioni di operazioni al secondo) di prestazione AI.
Se gli assistenti AI per il gaming funzionano come promesso, dovrebbero teoricamente funzionare molto meglio su piattaforme di notebook e dispositivi portatili di nuova generazione come il futuro Lunar Lake Core Ultra 200V di Intel o l’AMD Strix Point Ryzen AI 300, che possono raggiungere fino a 50 TOPS. Eseguire un benchmark di un assistente su laptop o nuovi PC gaming portatili dotati di questi chip potrebbe fornire risultati interessanti.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.