Scoperta scientifica: Essere troppo magri può essere più pericoloso dell’essere sovrappeso!

Studio Danese sulla Salute e BMI

Per lungo tempo, rimanere entro i limiti considerati normali dell’indice di massa corporea (BMI) è stato visto come un indicatore di buona salute e longevità. Tuttavia, una ricerca recente proveniente dalla Danimarca e riportata nel blog della Società Cilena di Obesità mette in discussione questa convinzione. Lo studio ha esaminato oltre 85.000 individui, rivelando che essere sottopeso o avere un valore basso all’interno dell’intervallo di normalità è associato a un rischio di mortalità superiore rispetto a chi è in sovrappeso o addirittura moderatamente obeso. Questi risultati indicano che è possibile essere in sovrappeso ma in forma, purché la salute metabolica rimanga stabile.

Cosa rivela la ricerca

Il progetto di ricerca, guidato dalla Dr.ssa Sigrid Bjerge Gribsholt del Steno Diabetes Center di Aarhus, ha analizzato dati di 85.761 soggetti, in maggioranza donne anziane. Durante il periodo di osservazione di cinque anni, l’8% dei partecipanti è deceduto. L’analisi ha mostrato che le persone sottopeso avevano quasi il triplo delle probabilità di morire rispetto a quelle con un BMI alto nell’ambito di quello che è considerato ‘normale’. Sembra che coloro che rientravano nella categoria di sovrappeso o obesità moderata non avessero un rischio di mortalità superiore al gruppo di riferimento.

Questo schema si è ripetuto anche quando i dati sono stati aggiustati per età, sesso, livello di istruzione e comorbidità, il che sottolinea la solidità dei risultati. Gli autori dello studio suggeriscono che una possibile spiegazione potrebbe essere la causalità inversa. In alcuni casi, il basso peso non è la causa dell’aumento del rischio, ma la conseguenza di una malattia di base che porta alla perdita di massa corporea e al deterioramento della salute.

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Attenzione all’interpretazione di questi dati

Gli esperti avvertono che questi risultati non dovrebbero essere interpretati come una scusa per trascurare il proprio peso corporeo. Ciò è dovuto al fatto che, affermano, il BMI da solo non riflette la complessità della salute metabolica. La distribuzione del grasso gioca un ruolo cruciale, poiché non è lo stesso accumulare tessuto adiposo nell’addome, dove circonda gli organi e incide sui processi metabolici, rispetto a glutei o cosce, dove l’impatto sulla salute è generalmente minore.

Quindi, due persone con lo stesso BMI possono avere rischi molto diversi a seconda di dove si localizza il grasso. Colui che ha più grasso viscerale potrebbe soffrire di diabete tipo 2 o ipertensione, mentre chi accumula più grasso periferico potrebbe rimanere metabolicamente sano. Pertanto, gli specialisti insistono sul fatto che il trattamento dell’obesità dovrebbe essere personalizzato, considerando non solo il peso totale, ma anche la distribuzione del grasso e la presenza di malattie associate.

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