Scoperta sorprendente in Cina: i segreti degli esami nella burocrazia imperiale!

Esami competitivi per entrare nella pubblica amministrazione sono una prassi comune in tutto il mondo. Ogni anno, migliaia di persone in Spagna si preparano per ottenere un posto fisso, ma solo una piccola parte riesce, nonostante l’impegno e il lavoro quotidiano. Questi esami, infatti, non sono una novità degli ultimi decenni, ma si estendono ben oltre, risalendo addirittura all’epoca dell’impero cinese.

Come riportato dalla sezione storica di National Geographic, è necessario tornare all’anno 605 per scoprire un sistema di esami che divenne presto popolare, causando non poche difficoltà ai cittadini più umili dell’epoca, che aspiravano a migliorare la loro posizione nell’Impero cinese.

Si parla del sistema del ‘keju’, introdotto dalla dinastia Sui, che mirava a fondarsi sulla meritocrazia e a premiare coloro che dimostravano conoscenza, talento e istruzione in un regime già di per sé complesso per molti cittadini.

Il ‘keju’, gli esami più difficili del mondo

Il ‘keju’ richiedeva che chiunque desiderasse superare le prove dovesse dedicare anni allo studio di centinaia di pagine, manoscritti e altre informazioni. Per tre giorni, i candidati venivano rinchiusi in piccole celle e dovevano rispondere abilmente a ogni domanda. Quelle 72 ore avrebbero determinato il resto della loro vita. In caso di successo, potrebbero aspirare a quattro tipi di incarichi: locali, regionali, di alto rango alla corte imperiale o come consiglieri imperiali.

Questi esami iniziavano con prove a livello locale e si procedeva attraverso varie fasi fino alla ‘convocazione’ nella capitale, dove i superstiti degli esami precedenti affrontavano il momento più arduo. Il programma di studi era molto vario: i Quattro Libri e i Cinque Classici del confucianesimo, storia, poesia, calligrafia, e la temuta redazione del ‘saggio a otto gambe’, una composizione rigidamente strutturata che dimostrava erudizione e abilità retorica.

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In caso di imbroglio, la pena poteva essere la morte. Inoltre, durante l’esame, non era permesso uscire fino al completamento delle prove e, infatti, i candidati dovevano portare con sé orinatoi improvvisati per sopportare le lunghe ore di reclusione.

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