Stop Killing Games: 1,3 Milioni di Firme Non Bastano, Ma La Lotta Continua!

L’UE respinge la petizione per impedire agli editori di rendere i giochi inutilizzabili – dopo un incontro con Ubisoft

In breve: L’iniziativa Stop Killing Games ha speso due anni cercando di convincere i legislatori di vari paesi a valutare leggi che impediscano agli editori di rendere i giochi a prezzo pieno permanentemente inutilizzabili. Dopo che la Commissione Europea ha rifiutato la richiesta principale del gruppo a seguito di un incontro a porte chiuse con l’industria, SKG afferma che esistono altre vie da esplorare.

La Commissione Europea ha respinto una petizione con 1.294.188 firme verificate per proporre una legislazione contro la pratica di rendere i giochi premium a fine vita permanentemente inutilizzabili.

La decisione rappresenta un notevole passo indietro per Stop Killing Games, che aveva formalmente presentato la sua Iniziativa dei Cittadini Europei – intitolata “Stop a Distruggere i Videogiochi” – alla Commissione a gennaio, ma il gruppo afferma che perseguirà altre vie per rafforzare le protezioni dei consumatori nel settore dei giochi.

SKG è emerso dopo che Ubisoft ha disattivato i server per The Crew, rendendo il gioco inaccessibile per i 12 milioni di giocatori che vi avevano avuto accesso, inclusi alcuni che avevano acquistato copie fisiche poco prima che diventassero inutili. Ubisoft è attualmente oggetto di azioni legali per la chiusura sia in California che in Francia.

In risposta alla chiusura, l’iniziativa dei consumatori ha raccolto oltre 1,3 milioni di firme verificate da cittadini europei, obbligando la Commissione a considerare formalmente le lamentele sulla obsolescenza programmata nei videogiochi. Il gruppo di lobbying Video Games Europe, insieme a Ubisoft, si è fortemente opposto a SKG, alimentando un ampio dibattito su se l’acquisto di un gioco conferisca un prodotto o semplicemente una licenza per accedere a un servizio.

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Ubisoft, VGE e la Entertainment Software Association sostengono che gli sviluppatori non dovrebbero essere obbligati a mantenere i server indefinitamente e che i clienti acquistano solo licenze. SKG accusa l’industria di travisare il suo obiettivo, affermando che chiede solo che i giochi a prezzo pieno rimangano giocabili in qualche forma, sia in modalità offline che su server privati. Inoltre, mentre Ubisoft ritiene che i giocatori dovrebbero “abituarsi a non possedere i giochi”, l’iniziativa sostiene che il dibattito si concentri effettivamente su quanto tempo chi acquista una licenza possa aspettarsi di mantenere l’accesso.

Nonostante il forte sostegno di numerosi politici europei, la Commissione ha annunciato che non proporrà nuove leggi al momento. SKG e altri osservatori hanno notato che Ubisoft e VGE hanno incontrato la Commissione a porte chiuse due settimane prima della sentenza, sollevando interrogativi su se il lobbying dell’industria abbia influenzato l’esito.

Nella sua risposta ufficiale, la Commissione ha dichiarato di non poter proporre leggi per mantenere i giochi giocabili dopo che sono stati ritirati dalla vendita – qualcosa che SKG afferma di non aver mai richiesto – citando i diritti di proprietà intellettuale esistenti, i costi degli editori e potenziali preoccupazioni per la cybersecurity.

Invece, la Commissione prevede di convocare rappresentanti dell’industria e dei consumatori per lavorare verso un codice di condotta volontario e non vincolante per i prodotti a fine vita entro la fine del 2026. Le possibili misure includono avvisi nelle pagine dei negozi per giochi che richiedono connessioni internet e l’interazione con gruppi di conservazione.

SKG rimane determinata. In una conferenza stampa, il gruppo ha spiegato che ha altre vie per appellarsi al Parlamento Europeo. Alcuni hanno suggerito di modificare l’Atto di Equità Digitale, un pacchetto di leggi sulla protezione dei consumatori che l’UE sta attualmente discutendo. Include già regole contro i pattern oscuri, il design dipendente, i prezzi fuorvianti e le sottoscrizioni difficili da annullare.

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Nel frattempo, negli Stati Uniti, SKG sostiene l’atto Protect Our Games della California, che è già stato approvato dall’assemblea statale e ora passa al Senato. Il disegno di legge richiederebbe agli editori di dare un preavviso di 60 giorni prima di chiudere un gioco online e di mantenerlo giocabile attraverso una modalità offline o il supporto di un server comunitario, oppure di emettere un rimborso completo.

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