Documenti archiviati consultabili e materiali di sviluppo inediti disponibili gratuitamente
Perché è importante: Studiare la storia dei videogiochi spesso implica esaminare materiali analogici che possono essere difficili o addirittura impossibili da reperire. Recentemente, la Video Game History Foundation ha compiuto un passo significativo verso la facilitazione di questa sfida rendendo pubblicamente accessibili vecchi materiali di sviluppo e promozionali.
L’archivio digitale della Video Game History Foundation (VGHF) è ora in accesso anticipato e disponibile gratuitamente. Il sito web dell’organizzazione no-profit ospita una vasta raccolta di riviste di giochi scannerizzate, documenti di sviluppo, materiali promozionali e altri contenuti storici che coprono diverse decadi.
Oltre 1.500 numeri e documenti stampa di pubblicazioni come Electronic Gaming Monthly, Next Generation, GamePro e altri sono ora disponibili con testo ricercabile.
Il database include anche opere d’arte, documenti di ricerca, video, audio, codici sorgente e varie note di aziende come lo sviluppatore di Myst, Cyan, Origin Systems e Necrosoft Games – gran parte dei quali non sono mai stati resi pubblici prima d’ora.
La VGHF spera che la biblioteca possa aiutare ricercatori accademici, blogger, YouTuber e altri creatori di contenuti a scoprire fonti primarie quando trattano la storia dell’industria. Anche se molto del materiale proviene dalle comunità di retrogaming, l’organizzazione contribuisce anche con scansioni originali di alta qualità dalla sua biblioteca fisica in California. Inoltre, ha sviluppato un metodo OCR personalizzato progettato per leggere pagine di riviste a basso contrasto.
Ad esempio, il database include tutti i 367 numeri di Game Informer, una rivista che è stata chiusa improvvisamente lo scorso agosto, portando alla cancellazione del suo archivio ufficiale. L’archivio digitale della VGHF mira a prevenire che tali perdite si verifichino nuovamente.
Tuttavia, la biblioteca non ospita giochi giocabili. La VGHF ha trascorso anni cercando di fornire accesso remoto a titoli archiviati, ma sia l’Ufficio Copyright degli Stati Uniti che l’Entertainment Software Association (ESA) hanno ostacolato questi sforzi e bloccato questi tentativi.

L’Ufficio Copyright ha ripetutamente negato alle biblioteche un’esenzione sotto il Digital Millennium Copyright Act (DMCA), mentre l’ESA sostiene che l’accesso archivistico remoto potrebbe impattare sulle vendite delle riedizioni di giochi classici. La decisione più recente è arrivata lo scorso autunno e la prossima opportunità per una riesame non arriverà fino al 2027.
Secondo uno studio della VGHF, l’87% dei giochi rilasciati prima del 2010 non è più disponibile commercialmente. Di conseguenza, ricercatori, archivisti e appassionati di retrogaming sono spesso costretti a pagare prezzi esorbitanti per copie usate o a rivolgersi alla pirateria. Affidarsi esclusivamente ai titoli che gli editori scelgono di rilanciare lascerà inevitabilmente significative lacune nella storia dei videogiochi.
Nel frattempo, la VGHF continuerà ad espandere il suo database digitale. Essendo un’organizzazione no-profit, dipende in parte dalle donazioni, e coloro che sono interessati a supportare il suo lavoro possono contribuire attraverso il suo sito web.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.