Check Point: i firewall di rete diventano abbonamenti cloud, rivoluzione per le aziende

Nessun acquisto iniziale dell’hardware richiesto, solo pagamenti mensili per l’eternità

WTF?! Gli agenti basati su AI stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella conduzione di massicci attacchi di swatting digitale e in incidenti di sicurezza potenzialmente pericolosi. L’azienda israeliana di cybersecurity Check Point sostiene che un firewall alimentato dall’AI possa rappresentare la soluzione a questa minaccia “agentica” emergente — e spera che i clienti siano disposti a pagare ininterrottamente per ottenerla.

Check Point ha lanciato di recente la sua offerta Firewall-as-a-Subscription, che promette alle organizzazioni una protezione di rete completa pensata per l’era dell’intelligenza artificiale. Secondo l’azienda, non è più necessario acquistare costosi apparati hardware per iniziare: la piattaforma parte senza la necessità di un investimento iniziale in appliance. Ma attenzione: i clienti devono sottoscrivere pagamenti mensili o annuali per almeno tre anni prima di poter migrare altrove.

Interfaccia cloud di un firewall aziendale su schermo
Un’interfaccia di gestione cloud per firewall che illustra il modello in abbonamento.

In pratica, Check Point ha trasformato un servizio di rete basilare in un abbonamento cloud — e si aspetta che le aziende lo accolgano positivamente. Il servizio è costruito sulla piattaforma R82.20, l’ultima versione del firewall di Check Point, progettata per offrire capacità di protezione e gestione potenziate contro bot, chatbot e agenti AI.

La piattaforma R82.20 integra una “agentic console” per l’amministrazione dei dispositivi e dei servizi firewall. L’azienda utilizza tecnologie guidate dall’intelligenza artificiale per contrastare attacchi originati da altre AI: una strategia che sta diventando sempre più comune tra chi deve difendersi da agenti e bot sempre più aggressivi.

Console di amministrazione anonima per dispositivi di rete
La console di gestione integrata per amministrare agenti e servizi firewall.

Il pacchetto Firewall-as-a-Subscription comprende anche altre componenti: appliance hardware Check Point Force adattabili alle esigenze del cliente, la prevenzione dalle minacce basata su AI di SandBlast e aggiornamenti di sicurezza che possono essere applicati dinamicamente. Check Point assicura inoltre un supporto “premium”, cioè la disponibilità di personale umano (e competente) per gestire i ticket di assistenza.

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L’argomento principale che Check Point mette sul tavolo per promuovere il modello a sottoscrizione è l’aumento dei costi dell’hardware. Molte organizzazioni vedono i propri budget comprimersi, mentre gli apparati di sicurezza possono restare in servizio per lunghi periodi senza upgrade significativi. Se un firewall aggiornato e ottimizzato per l’AI viene offerto in un unico abbonamento con costi mensili prevedibili, sostiene l’azienda, le imprese saranno più incentivate a modernizzare le difese e sfruttare le nuove funzionalità dell’unica piattaforma R82.20.

Avi Rembaum, presidente delle vendite tecniche globali di Check Point, ha dichiarato che “con Firewall-as-a-Subscription rendiamo la nostra sicurezza AI più avanzata, la prevenzione dalle minacce e la gestione degli agenti disponibili tramite un unico abbonamento, così le organizzazioni possono proteggere la loro trasformazione AI già da oggi”.

L’azienda specifica che il vincolo minimo per la sottoscrizione è di 36 mesi. In cambio, i clienti possono aspettarsi aggiornamenti significativi delle funzionalità — e, potenzialmente, anche sostituzioni hardware — durante lo stesso arco temporale.

L’approccio in abbonamento di Check Point alla sicurezza di rete può sembrare esagerato, ma gli agenti AI rappresentano una minaccia concreta che i servizi Internet devono fronteggiare in un modo o nell’altro. Colossi come Amazon e Meta stanno discutendo su quanto sia lecito permettere agli agenti di fare acquisti online autonomamente, mentre Nvidia propone una piattaforma di sicurezza per contenere agenti AI fuori controllo.

Gli agenti AI stanno mettendo sotto pressione i server di alcuni dei servizi più popolari del web, Wikipedia inclusa. E nel frattempo, c’è chi nel Delaware pensa che lasciare agli agenti AI la gestione completa delle aziende sia un’ottima idea.

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