Le agenzie federali devono rimuovere i prodotti DeepSeek e gli strumenti basati sui suoi modelli
Cosa è successo? DeepSeek è probabilmente una delle società di IA non statunitensi più diffuse in questo momento, ma ora viene estromessa dall’uso nei sistemi informatici delle agenzie civili federali degli Stati Uniti. Washington ha ordinato la rimozione dalle infrastrutture governative dei prodotti dell’azienda cinese e ha bloccato nuovi acquisti; il divieto si estende anche a strumenti di terze parti costruiti sfruttando la sua tecnologia. Come prevedibile, Pechino ha reagito con malumore.

Il Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) ha reso pubblico l’avviso il 19 ottobre, in anticipo rispetto alla pubblicazione odierna nel Federal Register. Secondo l’Associated Press, l’ordine di fondo risale in realtà alla fine di luglio, quindi si tratta più di una divulgazione pubblica di una decisione presa in precedenza che di un divieto emanato questa settimana.
La direttiva interessa DeepSeek, le sue affiliate e i prodotti e servizi sviluppati usando implementazioni di DeepSeek. Questo significa che il provvedimento non si limita a bloccare l’accesso al chatbot dell’azienda: le agenzie devono valutare anche quali tecnologie sottendono al software che acquistano.
Il DHS ha fatto leva sul Federal Acquisition Supply Chain Security Act del 2018. Tra le preoccupazioni dichiarate vi è la presenza di server di DeepSeek in Cina e il rischio che autorità cinesi possano ottenere accesso a informazioni sensibili degli Stati Uniti. L’ordine ha inoltre affermato che i modelli di IA di DeepSeek «presentano molteplici vettori di minaccia». Si è inoltre richiamata l’attenzione su possibili malware e altre vulnerabilità di sicurezza, citando ricerche pubbliche che avevano individuato gravi falle nell’app iOS di DeepSeek.

La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha risposto martedì accusando Washington di allargare eccessivamente il concetto di sicurezza nazionale e di politicizzare tecnologia e commercio. Mao ha aggiunto che la Cina «salvaguarderà con fermezza i legittimi diritti e interessi delle imprese cinesi». DeepSeek non ha risposto immediatamente alle richieste di commento dell’AP.
Le agenzie esecutive dispongono di 60 giorni dalla data dell’ordine per presentare al DHS una giustificazione scritta qualora richiedano un’eccezione, inclusa una richiesta di più tempo per adeguarsi.
Questa situazione non è del tutto nuova per l’azienda cinese. A gennaio 2025 la Marina degli Stati Uniti aveva sconsigliato al personale l’uso di DeepSeek. Tuttavia la stessa branca delle forze armate precisò in seguito che l’avviso rifletteva restrizioni già esistenti sull’impiego a fini ufficiali di intelligenze artificiali generative accessibili pubblicamente, restrizioni che coprivano anche ChatGPT; non si trattava dunque di una nuova regola pensata esclusivamente per un singolo chatbot cinese.
Anche le società americane di IA non sono state esenti da limitazioni. La Camera dei Rappresentanti aveva proibito Copilot nell’aprile 2024 per timori che dati del Congresso potessero finire su servizi cloud non autorizzati. Quella posizione è stata modificata a settembre 2025, quando la Camera ha annunciato un piano di introduzione di Copilot corredato da maggiori garanzie legali e di protezione dei dati. C’è poi tutta la vicenda relativa ad Anthropic.
Pur non trattandosi di un divieto nazionale generalizzato contro DeepSeek, la direttiva influisce sulle aziende che forniscono software di IA alimentato dai suoi modelli alle agenzie civili federali degli Stati Uniti.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.