Google resiste alla scissione drastica, propone modifiche nella ricerca e Android per affrontare la sentenza di monopolio
In contesto: Google non vuole vendere Chrome, come proposto dal governo degli Stati Uniti, quindi ha presentato una propria soluzione per risolvere la sua dominazione eccessiva e – secondo una recente sentenza – illegale del mercato della ricerca online.
Google sta proponendo di modificare i suoi accordi con Apple e altri partner riguardo le impostazioni del motore di ricerca predefinito sui nuovi dispositivi. Questa mossa arriva in risposta a una recente sentenza statunitense che ha stabilito che il colosso tecnologico domina illegalmente il mercato della ricerca online.
La proposta di Google, presentata al giudice distrettuale Amit Mehta a Washington, suggerisce un approccio più limitato rispetto alla spinta del governo per misure più drastiche. Mirando a rispondere alle preoccupazioni del tribunale, Google invita alla prudenza contro interventi che potrebbero soffocare l’innovazione, in particolare in campi in rapida evoluzione come l’intelligenza artificiale e il suo impatto sui servizi online, inclusi i motori di ricerca.
Mentre l’azienda prevede di fare appello contro la sentenza che la ritiene monopolista illegale nella ricerca online e nella pubblicità correlata, suggerisce che la fase dei “rimedi” dovrebbe concentrarsi principalmente sui suoi accordi di distribuzione.
Questi accordi, che il giudice ha ritenuto conferire a Google un “vantaggio maggiore, per lo più invisibile rispetto ai suoi rivali”, hanno fatto sì che la maggior parte dei dispositivi statunitensi venissero forniti con preinstallato il motore di ricerca di Google. Per affrontare ciò, Google propone di rendere gli accordi non esclusivi, in particolare per i produttori di Android, e di separare il Play Store da Chrome e dalla ricerca per i produttori di telefoni Android. Inoltre, l’azienda suggerisce di permettere agli sviluppatori di browser di riconsiderare annualmente Google come motore di ricerca predefinito.
Notabilmente, la proposta di Google non include la fine degli accordi di condivisione dei ricavi, che forniscono una parte dei ricavi pubblicitari alle aziende di dispositivi e software che impostano Google come motore di ricerca predefinito. Questi accordi sono stati cruciali per sviluppatori di browser indipendenti come Mozilla, con Apple che, secondo le stime, ha ricevuto circa 20 miliardi di dollari dal suo accordo con Google solo nel 2022.
La proposta ha già affrontato critiche da parte dei concorrenti. Kamyl Bazbaz, portavoce del motore di ricerca concorrente DuckDuckGo, ha sostenuto che i suggerimenti di Google tentano di mantenere lo status quo e non sono sufficienti per ripristinare veramente la concorrenza nei mercati interessati.
In contrasto con l’approccio più limitato di Google, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e una coalizione di stati stanno cercando rimedi più estesi. Questi includono costringere Google a vendere Chrome e potenzialmente il suo sistema operativo mobile Android, impedire a Google di pagare per essere il motore di ricerca predefinito, interrompere gli investimenti in rivali di ricerca e prodotti di intelligenza artificiale basati su query, e concedere in licenza i risultati e la tecnologia di ricerca di Google ai concorrenti.
Google sostiene che i rimedi proposti dal governo sono estremi e non riflettono adeguatamente la condotta specifica ritenuta illegale dal giudice. L’azienda sostiene che i tribunali hanno storicamente scoraggiato misure così drastiche e che i rimedi dovrebbero essere della “stessa tipologia o classe” delle violazioni.
Lee-Anne Mulholland, vicepresidente di Google per gli affari regolatori, ha sottolineato che la proposta dell’azienda consentirebbe ai browser concorrenti come Safari di Apple di avere la libertà di collaborare con qualsiasi motore di ricerca ritengano migliore per i loro utenti. Google propone anche di permettere ai produttori di dispositivi di pre-caricare più motori di ricerca e di non obbligarli a includere Chrome e la ricerca Google se vogliono includere altre app Google.
Mentre il caso procede, il giudice Mehta ha programmato un procedimento ad aprile per decidere su misure appropriate per affrontare la mancanza di concorrenza nelle industrie dominate da Google. Questo processo vedrà la convocazione di testimoni da parte dei pubblici ministeri da OpenAI, dalla startup di ricerca AI Perplexity e da Microsoft. Una decisione finale è attesa per agosto 2025.
Messaggi simili:
- Google Sotto Accusa: Rischia 9 Miliardi in Causa Monopolio nel Regno Unito Dopo Sentenza USA
- Google deve vendere Chrome: Il Dipartimento di Giustizia USA contro il monopolio delle ricerche!
- Google sfida Trump e il DOJ: “No alla divisione, a rischio la sicurezza nazionale!”
- Apple e Google frenano l’innovazione dei browser, rivela indagine UK!
- Mozilla si allea con Ecosia, il motore di ricerca eco-friendly!

Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.