Google deve vendere Chrome: Il Dipartimento di Giustizia USA contro il monopolio delle ricerche!

Google denuncia come “eccessivo interventismo governativo” l’approccio del DOJ

Cosa è successo? Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha esortato Google a disfarsi del suo browser web Chrome per impedire al colosso tecnologico di mantenere il suo monopolio nella ricerca online. Questa è una delle numerose proposte incluse nel nuovo documento presentato dal DOJ presso il Tribunale Distrettuale di DC mercoledì sera, dopo che il giudice Amit Mehta ha riconosciuto Google colpevole di gestire un monopolio nella ricerca online e nella pubblicità digitale.

Il DOJ ha inoltre manifestato preoccupazioni riguardo al controllo di Google su Android, la piattaforma mobile più utilizzata al mondo. Secondo il governo, il possesso da parte di Google di Chrome e Android rappresenta “una sfida significativa” per rendere nuovamente competitivo il mercato della ricerca. Sebbene il DOJ non stia chiedendo che Google venda Android immediatamente, ha accennato che potrebbe aggiungere questa clausola se l’azienda continua a utilizzare il sistema operativo per incrementare le sue ambizioni monopolistiche.

Il documento ha anche sollecitato il tribunale a vietare ad Alphabet di stipulare contratti esclusivi con terzi, come produttori di browser o di telefoni, per impostare Google come motore di ricerca predefinito. Attualmente, Google ha un accordo con Apple per essere il motore di ricerca predefinito su tutti i prodotti Apple, inclusi iPhone, iPad, Mac e il browser Safari.

Il DOJ ha delineato altre proposte chiave che ritiene possano terminare efficacemente il monopolio di Google nella ricerca e nella pubblicità. Primo, l’agenzia desidera che Google conceda in licenza i suoi dati di ricerca e i dati sul tasso di clic sugli annunci ai concorrenti. In secondo luogo, vuole che il tribunale impedisca all’azienda di entrare nel mercato dei browser per almeno cinque anni dopo la vendita di Chrome. Infine, il DOJ ha affermato che Google non dovrebbe essere autorizzato ad acquisire o possedere alcuna tecnologia di annunci digitali concorrente, servizio di ricerca online e prodotti di intelligenza artificiale basati su query.

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Oltre alle proposte sopra menzionate relative a software e servizi rivolti ai consumatori, il DOJ ha anche proposto che Google offra agli editori un modo semplice per escludere l’uso dei loro dati per l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale. Se il tribunale accogliesse questa proposta, ciò rappresenterebbe un colpo significativo per l’azienda nella sua lotta per la supremazia nell’IA contro rivali come OpenAI, Anthropic e altri.

In risposta al documento del DOJ, Google ha accusato l’agenzia di avere un “agenda interventista radicale” che potrebbe danneggiare non solo l’azienda, ma anche i suoi utenti. Kent Walker, il capo legale di Google, ha sostenuto che l’attuazione di questi cambiamenti potrebbe mettere seriamente a rischio la sicurezza e la privacy degli utenti, oltre a danneggiare i produttori di software indipendenti come Mozilla, il cui browser Firefox dipende dai ricavi provenienti da Google.

Walker ha aggiunto che le proposte equivalgono a un “eccessivo interventismo governativo senza precedenti che danneggerebbe i consumatori americani, gli sviluppatori e le piccole imprese.” Egli sostiene che tale approccio danneggerebbe la posizione degli Stati Uniti come superpotenza tecnologica e “metterebbe a rischio la leadership economica e tecnologica globale dell’America proprio nel momento in cui è più necessaria.”

Google è pronta a presentare la sua risposta alle proposte del DOJ il prossimo mese. Il processo è previsto per aprile 2025.

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