Redmond sta indagando sull’uso di output “distillati” da ChatGPT
Un tema scottante: Microsoft ha suscitato curiosità annunciando che ospiterà il modello DeepSeek R1 sulla sua piattaforma cloud Azure. Questa mossa arriva poco dopo che OpenAI ha accusato DeepSeek di violare i suoi termini di servizio, sostenendo che abbia utilizzato gli output di ChatGPT per addestrare il proprio sistema, un’accusa che Microsoft sta attualmente esaminando.
DeepSeek R1 ha iniziato a far parlare di sé nel mondo dell’IA quando è stato lanciato la scorsa settimana. Il sviluppatore cinese DeepSeek lo ha presentato come un modello di ragionamento simulato liberamente disponibile che si equipara in termini di prestazioni al modello o1 di OpenAI, ma con costi di addestramento significativamente inferiori. Mentre OpenAI ha fissato il prezzo del suo modello o1 a 60 dollari per milione di token prodotti, DeepSeek offre R1 a soli 2,19 dollari per milione – un contrasto notevole che ha avuto un impatto sulle azioni di compagnie adiacenti all’IA come Nvidia.
La decisione di Microsoft di ospitare R1 su Azure non è insolita di per sé. Il colosso tecnologico offre già più di 1.800 modelli di IA attraverso il suo Azure AI Foundry, fornendo agli sviluppatori accesso a una varietà di sistemi di IA per sperimentazione e integrazione.
Microsoft non fa discriminazioni poiché trae profitto da qualsiasi piattaforma di IA operante sulla sua infrastruttura cloud. Tuttavia, la decisione appare ironica, considerando che OpenAI (una società in cui Microsoft ha investito e con cui ha stretto partnership) ha trascorso l’ultima settimana a criticare aspramente il modello per aver “distillato” output da ChatGPT.
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– DeepSeek (@deepseek_ai) 20 gennaio 2025
OpenAI sostiene che la startup di IA abbia violato i suoi termini di servizio usando la “distillazione”, come riportato da Fox News. La distillazione è un processo in cui gli sviluppatori addestrano un modello di IA utilizzando output da un sistema più avanzato. I sospetti sono sorti dopo che gli utenti hanno scoperto che un modello precedente, DeepSeek V3, si riferiva a sé stesso come “ChatGPT”, suggerendo che DeepSeek abbia utilizzato dati generati da OpenAI per perfezionare il suo sistema.
La mossa appare anche ipocrita, considerando che i ricercatori di sicurezza di Microsoft hanno apparentemente avviato un’indagine etica su DeepSeek, mercoledì. Fonti anonime affermano che l’indagine si concentra su se DeepSeek abbia estratto quantità sostanziali di dati tramite l’API di OpenAI durante l’autunno del 2024.
Nonostante le frustrazioni con DeepSeek, il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha pubblicamente accolto la concorrenza. In un tweet di lunedì, Altman ha riconosciuto l’efficienza economica di R1, definendolo “un modello impressionante” ma promettendo che OpenAI avrebbe presto offerto “risultati molto migliori”. Gli analisti si aspettano che l’azienda possa rilasciare un nuovo modello, o3-mini, già da oggi.
r1 di deepseek è un modello impressionante, specialmente per quanto riguarda quello che riescono a offrire a quel prezzo.
ovviamente presenteremo modelli molto migliori e inoltre è legittimamente stimolante avere un nuovo concorrente! ci prepariamo per alcuni lanci.
– Sam Altman (@sama) 28 gennaio 2025
Il clamore di OpenAI sulle pratiche di dati di DeepSeek è notevole, considerando la sua stessa storia di presunto abuso di dati. Il New York Times ha intentato una causa contro OpenAI e Microsoft, accusandoli di utilizzare giornalismo protetto da diritto d’autore senza permesso. OpenAI ha anche stretto accordi con editori e comunità online – come The Associated Press e altri – per accedere a dati generati dagli utenti per l’addestramento.
L’intera situazione espone la relazione ipocrita dell’industria dell’IA con la proprietà dei dati. La società di investimento Andreessen Horowitz, un altro investitore di Open AI, ha argomentato in una presentazione legale del 2023 che l’addestramento di modelli di IA non dovrebbe essere considerato una violazione del diritto d’autore, poiché si limitano a “estrarre informazioni” da opere esistenti. Se OpenAI crede davvero in quel principio, allora DeepSeek sta semplicemente giocando secondo le stesse regole.
Il panorama attuale dell’industria dell’IA è più o meno una terra di nessuno. Non abbiamo leggi specifiche per governare direttamente l’IA, e quelle leggi che la influenzano indirettamente, come le leggi sul diritto d’autore e sul commercio, vengono interpretate in modo favorevole dalle aziende di IA che le stanno infrangendo.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.