Masahiro Sakurai sostiene che l’IA può generare infinite copie, ma non una sola idea davvero originale
GenAI Doh: Nel corso della sua carriera Masahiro Sakurai ha dato vita a franchise di enorme successo, come Kirby e Super Smash Bros. Ora il designer giapponese interviene nel dibattito sull’intelligenza artificiale generativa, sostenendo che i modelli linguistici, quei cosiddetti “pappagalli stocastici”, non sono in grado di creare un vero nuovo IP videoludico.
In un’intervista recente al sito giapponese Denfaminicogamer, Sakurai ha espresso opinioni motivate su come la GenAI potrebbe influenzare l’industria dei videogiochi. Ha osservato che si sta semplificando la produzione di nuovi “prodotti” videoludici, ma che trasformare materiale generato dall’IA in un progetto redditizio richiederà molto più di qualche prompt ben formulato.
Sakurai ha spiegato che molte idee di game design moderne nascono dal confronto diretto con ciò che esiste già sul mercato: questo permette agli sviluppatori e agli editori di comunicare facilmente ai giocatori cosa stanno comprando.

Da questo punto di vista, l’IA renderà il compito molto più semplice — e al tempo stesso più problematico per l’intero settore. Secondo Sakurai, la generative AI provocherà un’ondata di titoli cloni, ma la maggior parte di queste produzioni somiglianti non risulterà economicamente sostenibile.
La tecnologia faciliterà senz’altro la produzione in massa di contenuti scadenti: molti giochi creati dall’IA ripeteranno meccaniche già viste e rivisitate altrove.
Sakurai è anche preoccupato per la carenza di progetti veramente creativi in questa crescente marea di lavori generati da GenAI. Ha sostenuto che inventare un gioco genuinamente originale è qualcosa che l’IA non può fare, e che resta estremamente difficile persino per i team umani. Ha citato Super Smash Bros. come esempio, ricordando che il primo episodio della serie ha dovuto adottare soluzioni davvero innovative per emergere rispetto ai picchiaduro tradizionali.
Le opinioni di Sakurai su design e creatività alimenteranno senz’altro un dibattito già acceso. Secondo un recente sondaggio CESA, oltre l’85% degli sviluppatori giapponesi usa oggi qualche tipo di soluzione basata su modelli di linguaggio nei propri flussi di lavoro.
Per parte sua, Epic Games ha affermato che l’IA sarà coinvolta in quasi tutte le produzioni videoludiche future, mentre numerosi clienti paganti su PC si sono lamentati dell’impatto dei giochi generati con GenAI sull’evento Next Fest di Steam.
L’edizione di quest’anno del Next Fest sta infatti soffrendo per la mole di contenuti di bassa qualità che sta invadendo la piattaforma di Valve, e molti utenti stanno chiedendo l’introduzione di un filtro ufficiale “no-AI” per facilitare la scoperta di demo interessanti.

Sakurai ha detto che i numeri di Steam mostrano come le tendenze attuali stiano gonfiando il mercato. Nel 2010 la piattaforma ospitava poche centinaia di uscite all’anno, circa 275; oggi oltre 19.000 nuovi progetti vengono lanciati annualmente. L’arrivo su larga scala della GenAI non farà che aumentare ulteriormente queste cifre.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.