La visita controversa dei Trump nel Regno Unito
Il Presidente Donald Trump e la First Lady Melania Trump hanno attirato l’attenzione durante la loro visita di stato nel Regno Unito il 17 settembre 2025, per aver omesso alcuni gesti tradizionali di rispetto verso la monarchia britannica.
Al Castello di Windsor, dove il Re Carlo e la Regina Camilla hanno ufficialmente accolto i Trump, nessuno dei due ha fatto il tradizionale inchino o riverenza.
Melania Trump ha preferito stringere la mano invece di fare una riverenza, mentre anche Donald Trump ha optato per una stretta di mano piuttosto che un inchino. Sebbene inusuale, il loro comportamento non ha violato il protocollo reale.
Il sito ufficiale della Famiglia Reale chiarisce che gesti come inchini o riverenze non sono obbligatori. La nota dice: “Non ci sono codici di comportamento obbligatori quando si incontra un membro della Famiglia Reale, ma molte persone desiderano osservare le forme tradizionali.” Per gli uomini, ciò implica tipicamente un semplice inchino della testa, mentre le donne spesso eseguono una piccola riverenza.
Un saluto che ha suscitato dibattiti
Il momento più significativo di deviazione è avvenuto quando è stato suonato l’inno nazionale americano durante il benvenuto cerimoniale. Trump ha eseguito un saluto militare, un gesto che ha rapidamente attirato critiche.
Secondo la legge degli Stati Uniti, in particolare il 36 U.S. Code § 301, il saluto è riservato ai membri dei servizi in uniforme, ai veterani o al personale in servizio attivo. I civili, inclusi i presidenti, devono mettere la mano destra sul cuore.
“Tutte le altre persone presenti dovrebbero volgersi verso la bandiera e stare sull’attenti con la mano destra sul cuore,” recita lo statuto.
Il saluto di Trump, sebbene non sia stato un caso isolato durante la sua presidenza, ha evidenziato la sua tendenza a mescolare la tradizione cerimoniale con un’interpretazione personale del protocollo.
Questa è la seconda visita ufficiale di stato di Trump in Gran Bretagna, un evento raro per un presidente americano. La sua prima visita si è tenuta nel 2019 sotto il regno della Regina Elisabetta II, anch’essa caratterizzata da dibattiti sul protocollo.
In quell’occasione, egli strinse la mano alla defunta monarca invece di inchinarsi e mise una mano sulla sua schiena durante un banchetto di stato, un’azione che generò titoli di giornale in tutto il mondo.
Già nel 2018, durante un incontro con la Regina Elisabetta, la decisione di Trump di stringere la mano piuttosto che inchinarsi aveva suscitato critiche simili.
Perché è importante
Anche se la mancanza di un inchino o di una riverenza era permessa dalle linee guida del palazzo, tali gesti rimangono simbolicamente potenti. Rappresentano continuità, rispetto e tradizione – valori strettamente legati all’immagine pubblica della monarchia.
Scegliendo le strette di mano, i Trump hanno enfatizzato un approccio più informale e americano alla diplomazia. Il saluto, tuttavia, ha posto Trump al centro di un dibattito legale e culturale.
Sebbene improbabile che scateni conseguenze formali, l’atto ha attirato l’attenzione sulla sottile linea tra orgoglio nazionale e aderenza alla legge stabilita.
La ricezione a Windsor Castle è proceduta senza intoppi, ma l’episodio ha rinforzato quanto le questioni di etichetta possano dominare i titoli delle notizie globali. In un’era in cui il protocollo è spesso scrutato tanto quanto la politica, anche i gesti più piccoli possono risuonare ben oltre il palcoscenico cerimoniale.
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