Il crimine della condivisione di file non paga e potrebbe portarti in prigione
In breve: Una comunità privata di BitTorrent, non attiva da oltre 10 anni, ha recentemente portato a una condanna senza precedenti per un uomo greco. Le autorità locali sembrano voler inviare un messaggio chiaro: le attività illegali di condivisione di file saranno ora trattate come gravi reati penali.
Un cinquantanovenne residente nella città greca di Pireo è stato recentemente condannato da un tribunale locale a cinque anni di carcere, una multa di €10.000 e ulteriori €1.800 di spese legali. Secondo quanto riferito, l’uomo era coinvolto con un popolare sito BitTorrent greco più di un decennio fa. Il sito web è da tempo inattivo e non sembra avergli procurato significativi guadagni finanziari.
Il sito in questione, P2Planet.net, fu lanciato nel 2011 e chiuso nel 2014. Nonostante le difficoltà con i costi di hosting e ripetuti attacchi DDoS mirati ai siti P2P greci, la comunità riuscì ad attrarre oltre 44.000 membri registrati. Il tracker di torrent del sito ospitava 14.000 torrent, offrendo principalmente film, serie TV, musica e software.
Secondo la sentenza, P2Planet fu infine chiuso dalle forze dell’ordine locali. Le autorità fecero irruzione nella casa della persona identificata come amministratore del tracker privato, lo arrestarono e sequestrarono un disco rigido per indagini forensi. I membri della comunità utilizzavano principalmente Azureus/Vuze, un client BitTorrent un tempo popolare, ma abbandonato circa sette anni fa.
Più di 10 anni dopo l’apertura del caso, il Tribunale d’Appello di Pireo ha emesso una sentenza dura e senza precedenti. Secondo le fonti, è la prima volta in Grecia che qualcuno viene mandato direttamente in prigione per aver facilitato la condivisione illegale di contenuti protetti da copyright attraverso la rete BitTorrent.
Gli osservatori sono rimasti apparentemente sbalorditi quando il giudice ordinò che l’uomo fosse ammanettato e portato immediatamente in prigione.
L’arresto improvviso segue un caso simile nella città di Larissa, poiché le autorità sembrano determinate a segnalare che la condivisione illegale di contenuti sarà ora trattata come un grave reato penale.
In realtà, la condivisione di file rappresenta solo una piccola frazione della pirateria online e della violazione del copyright oggi. Lo streaming è diventato un fenomeno molto più diffuso, anche se le reti peer-to-peer sono ancora considerate gravi reati in alcuni paesi europei e oltre.
Come riportato da TorrentFreak, alcuni anni fa fu emessa una condanna a cinque anni di prigione simile nei confronti dell’operatore di greekstars.net e greekstars.co. In quel caso, l’imputato ricevette inizialmente una condanna sospesa, ma fu successivamente arrestato e imprigionato dopo aver tentato di riattivare i domini incriminati.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.