La vendita dei chip è solo l’inizio: i piani di Nvidia per monetizzare l’IA
Nel contesto: Gran parte dei ricavi di Nvidia deriva dalla fornitura dell’hardware che alimenta i data center per l’intelligenza artificiale. Sono per lo più contratti una tantum, quindi Jensen Huang sembra orientato a trovare una fonte di guadagno continuativa anche dopo la consegna dei chip. Alla GTC di Berlino, la scorsa settimana, il CEO ha affermato che mantenere in funzione tutto il software per gli agenti AI dell’azienda costa circa 2.000 dollari per GPU all’anno.

La prima a riportare la citazione di Huang, ricavata da una sessione di domande e risposte tenutasi il 22 ottobre, è stata The Register. Il fondatore e amministratore delegato ha dichiarato al pubblico che la licenza del software «diventerà sempre più una parte importante del business aziendale». L’esempio dei 2.000 dollari è stato fornito come indicazione di come potrebbe essere calibrata tale licenza.
Quella cifra dovrebbe coprire il software Nvidia necessario a gestire gli agenti all’interno delle cosiddette “AI factories”, il termine che la società usa per descrivere i data center progettati per carichi di lavoro AI. Tuttavia non è chiaro come questa proposta si incastri con le tariffe già in vigore. Nvidia offre infatti la suite AI Enterprise, che le aziende licenziano per costruire e far operare applicazioni AI sull’hardware dell’azienda. Quel pacchetto è pubblicizzato a 4.500 dollari per GPU all’anno, supporto incluso. Un impegno quinquennale porta il costo complessivo a 18.000 dollari per GPU, ossia 3.600 dollari l’anno.
La somma indicata da Huang risulta inferiore a entrambi i listini attuali, ma Nvidia non ha chiarito come le due tariffe si rapportino tra loro. Non è inoltre stata fornita una tempistica su quando la cifra di 2.000 dollari potrebbe essere resa disponibile.
L’azienda sta sviluppando il software per agenti a ritmo sostenuto. Un giorno prima della sessione di domande e risposte ha presentato l’OpenShell Reference Architecture, un’estensione di una piattaforma per la sicurezza lanciata a settembre. In questa architettura, gli agenti vengono eseguiti sui processori Vera all’interno di OpenShell, un ambiente sandbox open source che limita l’accesso a file, reti e strumenti. Dall’esterno, i chip di rete BlueField-4 eseguono il software Sentry di Nvidia e monitorano l’operato: se un agente supera i confini prestabiliti, può essere isolato in pochi millisecondi.

Durante la stessa sessione Huang ha richiamato OpenShell anche in risposta a domande sulla sicurezza dell’IA. «Se stai facendo una frittata, non ti serve un martello», ha detto, usando un’immagine per sottolineare l’importanza di strumenti adeguati alla finalità .
Con una tariffa di 2.000 dollari per unità , ogni milione di GPU licenziate genererebbe 2 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti all’anno, a condizione che i clienti continuino a utilizzare il software. È una somma modesta se confrontata con i 96,2 miliardi di fatturato registrati dall’azienda nell’ultimo trimestre, ma rappresenta comunque entrate che non dipendono dalla vendita di nuovi chip.
Poiché la tassa è calcolata per GPU, conta molto il modo in cui Nvidia definisce una GPU. L’anno scorso Huang aveva annunciato l’intenzione di considerare ogni die di silicio come una GPU separata; The Register aveva osservato che quella modifica avrebbe potuto raddoppiare il numero di licenze AI Enterprise richieste da alcuni server. Successivamente Nvidia è tornata a presentare i propri sistemi in termini di moduli interi per Vera Rubin, perlomeno nella descrizione delle configurazioni.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.