Redmond cerca di evitare ulteriori sanzioni antitrust dell’UE
Commento dell’editore: La seconda amministrazione Trump ha intenzionalmente messo sotto pressione la tradizionale alleanza tra gli Stati Uniti e l’UE. Di conseguenza, molte aziende tecnologiche stanno sviluppando programmi e iniziative di finanziamento specifici per il mercato europeo. Microsoft, in particolare, è determinata a rafforzare i suoi legami con i governi europei, soprattutto nel campo della cybersecurity.
Brad Smith, Vicepresidente e Presidente di Microsoft, ha recentemente presentato il Programma di Sicurezza Europeo, una nuova iniziativa volta a rafforzare le difese informatiche in tutta Europa. Parlando a Berlino, Smith ha descritto il Programma di Sicurezza Europeo come una parte fondamentale della più ampia visione dell’azienda per una “Europa Digitale”, presentata per la prima volta ad aprile.
Il programma si basa sugli sforzi di cybersecurity già esistenti di Microsoft nella regione, introducendo nuovi elementi per potenziare la resilienza digitale in tutto il continente. Il Programma di Sicurezza Europeo è strutturato attorno a tre pilastri principali:
- Migliorare la condivisione di intelligenza guidata dall’IA con le autorità governative
- Investire ulteriori risorse nell’infrastruttura e nella resilienza della cybersecurity
- Estendere le partnership per combattere i cybercriminali e smantellare le loro operazioni
Microsoft ha annunciato che gli strumenti di cybersecurity offerti attraverso il Programma di Sicurezza Europeo saranno forniti gratuitamente ai governi europei. L’iniziativa coinvolgerà non solo tutti i 27 stati membri dell’UE, ma anche i paesi candidati, i membri dell’Associazione Europea di Libero Scambio, il Regno Unito, Monaco e il Vaticano.
Le soluzioni basate sull’intelligenza artificiale sono centrali nella missione del Programma di Sicurezza Europeo. Secondo Microsoft, i cybercriminali stanno utilizzando sempre più modelli di linguaggio avanzati e altri strumenti di IA per sviluppare minacce sofisticate. In risposta, l’azienda sta espandendo il suo Programma di Sicurezza Governativa per dare ai governi europei un accesso maggiore a informazioni utili sulle minacce, sfruttando le stesse capacità di IA per migliorare la difesa informatica.
Redmond utilizzerà l’IA per tracciare attori di minacce sofisticate supportati da stati-nazione avversari come la Cina e la Russia, espandere le fonti di intelligence attraverso partnership con stakeholder europei fidati e fornire briefing regolari sull’intelligence riguardanti campagne di influenza straniere. Inoltre, l’azienda emetterà allarmi tempestivi su vulnerabilità di sicurezza di recente identificazione.
Microsoft prevede anche nuovi investimenti per rafforzare le partnership pubblico-private, migliorare il supporto contro i ransomware e finanziare la ricerca e l’innovazione nella sicurezza guidata dall’IA. Fondi aggiuntivi sono destinati a importanti progetti open-source europei, inclusi Log4J e Scancode.
Microsoft sta già collaborando con Europol e altre agenzie di applicazione della legge europee per interrompere importanti operazioni di cybercrime, come il famigerato infostealer Lumma. Tale collaborazione sarà ora intensificata. Molte delle 400.000 infezioni di Lumma sono state rilevate in Europa, con Spagna, Francia e Polonia tra i paesi dell’UE più colpiti.
“In Microsoft, il nostro impegno verso l’Europa è profondo, duraturo e fermo. Crediamo che il futuro digitale dell’Europa sia una delle opportunità più importanti del nostro tempo – e proteggere quel futuro è una responsabilità che condividiamo,” ha detto Smith.
Tuttavia, i rapporti tra Microsoft e i principali organi di regolamentazione europei non sono sempre stati fluidi, in particolare nel campo dell’antitrust. La Commissione Europea ha ripetutamente inflitto multe significative a Microsoft e ad altre grandi aziende tecnologiche. Tuttavia, Redmond ha mostrato una crescente volontà di cercare soluzioni più amichevoli con Bruxelles quando possibile.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.