Robot umanoidi: colosso macchine agricole Kansas li mette al lavoro dal 2027, ‘non sostituiranno’

AGCO promette più sicurezza ed efficienza con l’arrivo di robot umanoidi nella sua fabbrica del Kansas

Un tema scottante: I robot umanoidi stanno per entrare in un nuovo settore. Questa volta la generazione più recente di macchine, già impiegata in alcuni magazzini di Amazon, sarà inviata in Kansas per supportare la produzione di rotopresse, falciatrici-condizionatrici e barra falcianti semoventi per uno dei maggiori produttori mondiali di attrezzature agricole.

AGCO, il gruppo agricolo che possiede i marchi Massey Ferguson e Fendt, ha siglato una collaborazione con Agility Robotics per un programma pilota che dovrebbe partire nel 2027.

Il progetto si svolgerà nello stabilimento AGCO di Hesston, Kansas, e ha lo scopo di valutare come i robot umanoidi possano inserirsi nelle attività produttive.

Stabilimento industriale AGCO con linee di produzione e scaffali in interno
Lo stabilimento AGCO di Hesston, Kansas, dove partirà il programma pilota nel 2027.

Il robot coinvolto è Digit, la macchina bipede di Agility progettata per svolgere compiti ripetitivi in ambienti pensati per gli esseri umani. I primi impieghi nell’impianto riguarderanno attività come smistamento e impilamento di componenti e il posizionamento di contenitori di stoccaggio, non compiti complessi come l’assemblaggio di trattori o la gestione diretta di macchine agricole.

Robot bipede in un magazzino mentre sposta contenitori
Digit, il robot bipede di Agility Robotics, è progettato per compiti ripetitivi in spazi pensati per umani.

Le aziende non hanno fornito dettagli sul numero di unità che saranno impiegate, sul valore economico dell’accordo né su eventuali piani di diffusione su scala più ampia in caso di esito positivo del test.

Digit ha già esperienza in contesti di magazzino. Amazon ha iniziato a sperimentarlo nelle proprie strutture nel 2023, assegnandogli inizialmente il compito di spostare contenitori vuoti. Anche la società di logistica GXO ha usato Digit per movimentare casse in un magazzino gestito per Spanx. Tra gli altri clienti di Agility figurano Toyota e il fornitore industriale Schaeffler.

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Come accade spesso quando le macchine entrano in un ambiente di lavoro, le imprese sottolineano che i robot sono pensati per affiancare i lavoratori, non per sostituirli. AGCO afferma che affidare ai robot i compiti fisicamente impegnativi e ripetitivi migliorerà la sicurezza e permetterà al personale umano di concentrarsi su mansioni più qualificate.

“Sbloccano l’automazione in processi complessi e centrati sull’uomo, potenziando le capacità umane assorbendo compiti ripetitivi, faticosi o pericolosi”, ha dichiarato Thomas Enghof, direttore della tecnologia di produzione di AGCO.

Agility segnala che l’intelligenza artificiale di Digit può adattarsi a flussi di lavoro in evoluzione, mentre la piattaforma cloud Agility Arc facilita la gestione delle flotte senza richiedere grandi modifiche agli impianti. L’azienda sostiene inoltre che Digit ha accumulato oltre 65.000 ore di funzionamento nel mondo reale.

Non tutti però si fidano delle consuete rassicurazioni che vedono i robot come collaboratori piuttosto che come sostituti dei lavoratori. Il sindacato di Hyundai ha parlato di un “enorme shock occupazionale” dopo l’annuncio del costruttore di introdurre l’umanoide Atlas di Boston Dynamics nelle sue fabbriche a partire dal 2028.

Anche Amazon ha sempre negato che i suoi robot siano destinati a togliere posti di lavoro, nonostante un rapporto basato su documenti interni che suggeriva come l’azienda sperasse che l’automazione potesse eliminare la necessità di assumere oltre 600.000 lavoratori nei magazzini statunitensi entro il 2033. Amazon in seguito ha contestato l’interpretazione di quel rapporto riguardo ai suoi piani di assunzione.

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