Oltre 23 milioni di persone soffrono annualmente di insufficienza cardiaca, ma solo circa 6.000 ricevono un cuore da donatore
Prospettive future: Un uomo australiano è diventato il primo al mondo a lasciare l’ospedale con un cuore artificiale totale impiantato, segnando un passo importante nel trattamento dell’insufficienza cardiaca. Questo individuo ha vissuto con il dispositivo per più di 100 giorni prima di ricevere un trapianto di cuore da donatore all’inizio di marzo – il più lungo periodo di sopravvivenza registrato con questa tecnologia.
Il paziente, un uomo quarantenne del Nuovo Galles del Sud, ha ricevuto il cuore artificiale totale BiVACOR (TAH) durante un intervento di sei ore all’Ospedale St. Vincent di Sydney il 22 novembre 2024. L’operazione, guidata dal chirurgo cardio-toracico e trapiantologo Paul Jansz, è stata realizzata nell’ambito del programma Artificial Heart Frontiers diretto dall’Università di Monash, che mira a sviluppare tre dispositivi chiave per trattare le forme comuni di insufficienza cardiaca.
Inventato dall’ingegnere biomedico australiano Dr. Daniel Timms, il TAH BiVACOR utilizza la tecnologia di levitazione magnetica per simulare il flusso sanguigno naturale di un cuore sano. Simile alla tecnologia utilizzata nei treni ad alta velocità, il dispositivo include una singola parte mobile – un rotore levitato tenuto in posizione da magneti – eliminando la necessità di valvole o cuscinetti meccanici, che sono soggetti a usura.
Il TAH BiVACOR è realizzato in titanio, scelto per la sua elevata biocompatibilità, resistenza alla corrosione e robustezza. Progettato per sostituire entrambi i ventricoli di un cuore in fallimento, funge da ponte salvavita per i pazienti in attesa di un trapianto da donatore. Il dispositivo pompa sangue sia al corpo che ai polmoni utilizzando un’impellente centrifuga bilaterale, che spinge il sangue dalle camere di pompaggio separate alle circolazioni polmonare e sistemica.
In tutto il mondo, più di 23 milioni di persone soffrono di insufficienza cardiaca ogni anno, eppure solo circa 6.000 ricevono un cuore da donatore. Per supportare lo sviluppo e la commercializzazione del dispositivo BiVACOR, il governo australiano ha investito 50 milioni di dollari nel programma. Sebbene sia ancora in fase di sperimentazione clinica e in attesa di approvazione regolatoria, la capacità del dispositivo di sostenere i pazienti per periodi prolungati suggerisce che potrebbe diventare una soluzione a lungo termine per coloro che affrontano l’insufficienza cardiaca.
Prof Chris Hayward, Dr Paul Jansz e Dr Daniel Timms
Il TAH BiVACOR è già stato testato nello studio di fattibilità iniziale della FDA negli Stati Uniti, dove cinque pazienti hanno ricevuto con successo l’impianto. Questi pazienti sono stati supportati dal dispositivo mentre attendevano un trapianto da donatore, con il periodo di supporto più lungo che è durato fino a un mese. La FDA ha approvato l’ampliamento dello studio per includere più pazienti.
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Nicola Costanzo esplora il mondo della tecnologia e dell’innovazione. I suoi articoli illuminano le sfide digitali che plasmano il nostro futuro.