Weinstein Colpevole di Aggressione Sessuale nel Nuovo Processo di Manhattan

Una giuria di New York ha dichiarato l’ex dirigente cinematografico Harvey Weinstein colpevole di un atto sessuale criminale nel secondo processo tenutosi presso la Corte Criminale di Manhattan.

Il verdetto, emesso l’11 giugno 2025, è il risultato di cinque giorni di intense discussioni e conflitti interni tra i giurati.

Weinstein è stato riconosciuto colpevole per un’accusa di atto sessuale criminale di primo grado che coinvolge Miriam “Mimi” Haleyi, relativa a un episodio del 2006.

È stato assolto da un’altra accusa e la giuria è rimasta in stallo su un terzo capo d’accusa di stupro che coinvolge Jessica Mann.

Drammi in giuria causano ritardi

Nei dibattimenti, si sono verificati notevoli attriti tra i membri della giuria. In particolare, il Giurato Numero 7, un uomo di 25 anni, ha espresso preoccupazioni per il persistente bullismo e pettegolezzi all’interno della sala giurati. Egli ha dichiarato: “In coscienza, non credo sia giusto e corretto”, chiedendo di essere esonerato.

Il giudice ha rifiutato, ricordandogli il suo giuramento e avvertendolo che la sua partenza avrebbe potuto far crollare il processo, già accelerato. Il team legale di Weinstein ha quindi richiesto un annullamento del processo, ma il giudice ha negato rapidamente la mozione. I giurati hanno persino richiesto caffè per sostenerli durante le intense discussioni.

Il giudice Curtis Farber ha successivamente riferito che un giurato si era lamentato di minacce ricevute da un altro giurato, inclusa la frase: “Ci vedremo fuori un giorno”. Il giurato ha descritto la situazione come “urla e grida”, pur precisando di non essere spaventato, ma fermo nel suo giudizio indipendente.

Il verdetto offre una parziale giustizia e solleva questioni sul movimento #MeToo

La condanna di Weinstein, che sta già scontando una pena di 16 anni in un carcere della California, rappresenta un capitolo fondamentale per il movimento #MeToo.

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All’esterno del tribunale, Haleyi ha descritto il verdetto come una forma di chiusura, dichiarando ai media: “Ma il verdetto di oggi mi dà speranza”, dopo aver sopportato quello che ha descritto come “testimonianze estenuanti e a tratti disumanizzanti”.

Il verdetto di Manhattan arriva dopo che la condanna del 2020 è stata annullata nell’aprile del 2024 dalla Corte d’Appello di New York. Tale decisione ha citato “errori gravi” relativi alla testimonianza sul carattere di Weinstein e alle precedenti accuse.

Nel nuovo processo, i pubblici ministeri hanno presentato la testimonianza di Kaja Sokola, la quale ha affermato di essere stata costretta a subire sesso orale non consensuale nel 2006. Weinstein, di 73 anni e affetto da cancro, si è dichiarato non colpevole e ha negato tutte le accuse.

I suoi avvocati hanno sostenuto che le accusatrici avevano manipolato Weinstein, con un avvocato della difesa che ha affermato: “So che sembrerà pazzesco, ma è lui la vittima. È lui che viene sfruttato.”

Weinstein è stato anche assolto da un altro capo d’accusa relativo a un atto sessuale criminale e la giuria rimane indecisa sulla terza accusa. Questa riguarda un’allegazione di stupro del 2013 da parte di Jessica Mann, su cui i giurati continueranno a deliberare.

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